GRIGLIA DI VALUTAZIONE PER PROVE SCRITTE

 

Antonella Casarini

Istituto Tecnico Industriale “Francesco Alberghetti” – Imola

antocasarini@iname.com

 

Spesso la valutazione di una prova scritta rappresenta, soprattutto quando si è alle prime armi, o se non esiste possibilità di confronto con i colleghi, una notevole difficoltà.  Sono molte, in questo senso, le domande che ci si pone:

a)       quanti punti assegnare ad ogni esercizio, facendo in modo che la somma sia un numero intero o rapportabile a 10?

b)      quanti esercizi inserire nella verifica, sia per permetterne lo svolgimento da parte di tutta la classe, che per valorizzare le eccellenze?

c)       come fare se un numero elevato di studenti non riesce a raggiungere quelli che sono gli obiettivi minimi ?

d)         come fare se ci si rende conto che forse gli esercizi dati erano troppo facili?

e)       è meglio evitare i voti bassissimi, per non “deprimere” gli insufficienti gravi (con il rischio di livellare verso l’alto) o partire dai voti bassi, valorizzando chi ha ottenuto risultati superiori alla media?

f)          come essere a prova di contestazione?

g)         e se qualcuno copia?????

Questi (e forse molti altri ancora) sono i dubbi che ho dovuto affrontare prima, durante e dopo le correzioni delle verifiche. In questi anni, facendo pratica con il programma di foglio elettronico, attingendo dai metodi vari adottati dai miei colleghi e ascoltando le critiche e i suggerimenti dei miei studenti, ho 'costruito' un foglio di valutazione, utilizzando Excel, che spera di tenere conto di tutte queste considerazioni.  Devo dire che, con il passare degli anni, il voto che ottengo dal programma da me costruito non si discosta molto da quello che, occhio e croce, assegno mentalmente dopo aver corretto la verifica, con il vantaggio che riesco a renderlo chiaro e comprensibile anche ai ragazzi.

Questo programma, quindi, probabilmente risulterà del tutto inutile per chi insegna la stessa disciplina da parecchia anni, magari sempre nella stessa scuola. Non è a loro che è rivolto, ma a chi si trova in difficoltà.  Per questi colleghi ho allegato a questa pagina sia un file 'in bianco' (MODELLO COMPITO) che un altro che simula una verifica (ESEMPIO MODELLO COMPITO).  In pratica il programma consiste in questo:

 

1)      dopo aver scritto il testo della verifica (con esercizi a scelta multipla – quelli 'con le crocette', per intenderci, esercizi applicativi strutturati di varia difficoltà, domande aperte, un esercizio facoltativo, in genere comprensivo di molti dei concetti affrontati nel corso del modulo) assegno un certo punteggio ad ogni esercizio o domanda, senza preoccuparmi di quale sarà la somma finale.  Di solito suppongo che il voto 10 corrisponda allo svolgimento di tutto il compito ad esclusione dell’esercizio facoltativo.

 

2)      riferendomi agli obiettivi minimi, indicati sul POF dell’istituto, valuto quale punteggio si deve raggiungere, a mio parere, per raggiungere la sufficienza (che corrisponde ad un voto di 5,75).

 

3)      nella correzione associo ad ogni esercizio svolto il punteggio che ritengo più opportuno: ogni ragazzo riceverà un punteggio, in punti, che potrà andare da zero (o anche negativo, se la verifica contiene molte domande 'a crocetta') al massimo raggiungibile.

 

4)      il programma calcola quale sarebbe il voto raggiunto dal ragazzo sulla base del raggiungimento degli obiettivi minimi, costruendo una retta (voto in funzione del punteggio), che per semplicità ho chiamato 'decimale'; questa retta passa per l’origine degli assi (a punteggio zero corrisponde voto zero) e per il punto avente come ascissa il punteggio corrispondente agli obiettivi minimi e per ordinata il voto 5,75 (il minimo a cui corrisponde 6).

 

5)      il programma calcola inoltre la curva di distribuzione normale che meglio rappresenta i punteggi raggiunti dai ragazzi, escludendo il punteggio più basso e quello più alto, e associa al valore di punteggio medio il voto 6; la retta che serve per ricavare il voto passa per anche per un punto avente come ascissa il valore 'punteggio medio – 3 x deviazione standard' e per ordinata il voto 2: questa retta l’ho chiamata 'statistica', perché tiene conto dell’andamento della classe.

 

6)      il programma calcola quindi la retta che media le due rette precedenti, in modo che si tenga conto sia dell’andamento della classe che degli obiettivi minimi, ovviando a molti dei problemi indicati all’inizio.

 

Ho scelto di fissare il punteggio relativo al 6 e ai voti bassi su richiesta degli stessi ragazzi: infatti all’inizio avevo scelto i punti relativi al 6 e al 10, ma in questo modo si raggiungevano con difficoltà i voti alti (con demotivazione dei ragazzi in gamba) e quelli che avevano fatto pochi punti non capivano come mai prendessero 3 e non 1 o 2, come da loro previsto (di fatto regalando voti anche a chi aveva fatto pochissimo).

 

Questo metodo permette di adattare la valutazione all’andamento della classe, ma senza esagerare. Inoltre dopo le prime verifiche ho notato che i ragazzi sviluppano un certo codice di autodisciplina, che consiste in questo: se durante una verifica (io ho tre sezioni parallele, e in ogni classe assegno, generalmente, tre tipi di verifiche diverse tra loro, anche se molto simili) alcuni ragazzi si passano i risultati di alcuni esercizi, perché magari hanno saputo a grandi linee il testo da amici che frequentano un’altra sezione, si alza automaticamente il punteggio medio raggiunto dalla classe.  Questo ha come conseguenza che occorre raggiungere un punteggio più alto (magari di quello da me impostato) per raggiungere la sufficienza e molti ragazzi (quelli che hanno fatto tutto da soli) minacciano di denunciare la cosa all’insegnante se, alla verifica successiva, il fatto si ripete.  Se quelli che di solito prendono questa posizione sono o i migliori della classe o coloro che aiutano i compagni nelle attività di gruppo, spesso il fenomeno si argina da solo (e comunque di solito mi accorgo perfettamente di chi ha copiato, come tutti gli insegnanti, anche quelli alle prime armi).

Un altro aspetto fondamentale è che, con il tabulato della correzione sotto mano, i ragazzi possono controllare da soli il loro punteggio: di solito le contestazioni avvengono in un clima molto sereno, poiché anche se ho sbagliato a valutare un esercizio, questo non modifica di fatto la curva di dispersione e i ragazzi vedono subito, dalla tabella evidenziata in giallo, che voto possono raggiungere con il loro punteggio modificato (e di solito il gioco non vale la candela).

 

Operativamente conviene procedere in questo modo:

 

a)       dopo aver fatto quanto previsto dal punto (1) apro il file 'modello compito.xls' e lo salvo direttamente con un nome diverso, per evitare di modificare delle formule (ovviamente occorre eliminare il foglio 'collegamento')

 

b)      se il numero degli studenti della classe è superiore a 26 mi posiziono sull’indicatore delle righe tra la 5 e la 29 ed inserisco quelle che mi servono

 

c)       inserisco nella colonna B i nomi dei ragazzi della classe e i dati relativi al compito (caselle a1, a2 e c1); se ho dovuto aumentare le righe “trascino” le formule in modo da riempire le caselle bianche che vanno da P a W. Viceversa elimino le righe sottostanti a quelle dell’ultimo dell’elenco, entro la 29, se i ragazzi sono meno di 26. Cancello anche le caselle da P a W per quei ragazzi che erano assenti alla verifica, per evitare che venga visualizzato il loro potenziale voto, corrispondente al punteggio di 0

 

d)      inserisco nella riga 1 una parola rappresentativa per ogni esercizio o domanda e nella riga 3 i punti massimi assegnabili per ogni esercizio (se 11 colonne sono poche, aggiungerne altre, prima della colonna N).  Il programma calcola automaticamente il punteggio massimo (ad esclusione del facoltativo): nell’esempio si vede che il punteggio massimo sarebbe 63 punti

 

e)       inserisco nella casella D38 il punteggio relativo agli obiettivi minimi (nell’esempio sono 32 punti su 63)

 

f)       correggo ogni compito (nella colonna C indico con A, B o C il tipo di compito di ogni ragazzo), indico nella casella corrispondente il punteggio per ogni esercizio (non sempre vengono dei punti così semplici come quelli indicati nell’esempio): nella colonna P viene automaticamente calcolato il punteggio totale raggiunto da ogni ragazzo.  Trascrivo questo punteggio, nella stessa riga, nella colonna X

 

g)       quando ho corretto tutti i compiti ordino tutti i punteggi indicati nella colonna X in modo crescente, o decrescente

 

h)       nella colonna C30 è indicato il punteggio medio di tutta la classe; escudo dal calcolo della distribuzione statistica il punteggio più basso e quello più alto (caselle C31 e C32)

 

i)        a questo punto i voti vengono calcolati automaticamente e nei tre grafici è possibile visualizzare le tre rette, la distribuzione dei voti ottenuti e i punteggi ordinati.

 

Concludendo, in questo modo i voti 'escono' automaticamente, aumentando l’obiettività della valutazione: devo dire che questo mi ha permesso di fare capire meglio la valutazione delle mie verifiche non solo ai ragazzi, ma soprattutto ai genitori!