COSTRUZIONE DI UNA UNITA’ DIDATTICA

 

Catia Pardini

 

Unità Didattica questo termine è ormai entrato nel linguaggio comune degli insegnanti spesso con significati diversi, c’è chi lo usa per identificare un percorso didattico o una parte di esso, chi per indicare un capitolo di un testo, chi come sinonimo di ora di lezione (vedi progetto Falcucci sulla riforma del Biennio), ma cos’è in realtà una U.D.?  Se ne possono dare diverse definizioni:

"..una parte definita, ma non chiusa, di un percorso didattico programmato.." [l]; "...un’esperienza di apprendimento articolata e programmata..." [2]; tutte valide, con in comune l’individuazione di linee guida di progettazione.

 

Una U.D. ha senso se è inserita in una programmazione didattica mirata al tipo di scuola, alla classe, ai livelli cognitivi degli allievi; se si pone degli obiettivi specifici verificabili e, soprattutto, non lascia al "caso" la loro valutazione.  La progettazione di una U.D. è una programmazione delimitata, gli obiettivi didattici legati ai contenuti disciplinari si inseriscono e concorrono al raggiungimento degli obiettivi educativi previsti dalla programmazione generale; in definitiva l’U.D. è una tessera più o meno grande del puzzle educativo.  È evidente quindi, che gli aspetti portanti di una U.D. sono i contenuti e gli obiettivi specifici ad essi legati, ma non basta, perché una U.D. sia valida devono essere progettati e strutturati altri momenti non meno importanti:

 

– le azioni del docente in relazione al rapporto contenuti/metodo;

– le attività previste per gli alunni (laboratorio, classe, ecc.);

– gli strumenti e le risorse;

– i momenti di verifica;

– i tempi di attuazione di ogni fase.

 

Oltre questi aspetti se ne possono considerare altri di tipo cognitivo, psicomotorio, affettivo (registrare cioè, le risposte motorie e/o affettive dell.allievo di fronte ad un problema), secondo gli obiettivi didattici ed educativi programmati.  La ricerca didattica in materia propone diverse tecniche di costruzione di U.D. più o meno strutturate; qui ne viene proposta una organizzata secondo i punti precedentemente indicati, sulla linea di quelle progettate nel corso di aggiornamento "Programmazione e Valutazione" tenutosi a Montecatini nell’Aprile del 1988 e pubblicato dall’IRRSAE TOSCANA nel Novembre 1989.  Questa U.D. è stata progettata durante un corso di aggiornarnento per insegnanti di Scienze Naturali tenutosi ad Arezzo nel Settembre scorso; attualmente è in fase di sperimentazione nelle classi prime dell’ITIS "Galilei" di Arezzo.  Il tema: "Gli esseri viventi: caratteristiche e classificazione" è stato scelto per la rilevanza formativa dei contenuti, per la pertinenza alle indicazioni programmatiche e per l’adeguatezza ai livelli cognitivi degli alunni di una prima classe di Biennio Superiore. [3, 4].

 

Le indicazioni della ricerca didattica e la stessa presentazione di questa U.D., possono lasciare perplesso qualche insegnante: ...ma non è quello che si è sempre fatto?  È vero, organizzare un percorso fa parte della funzione docente, ma strutturarlo in sequenze, fissarlo nei suoi aspetti contenutistici e metodologici non solo consente una più precisa valutazione del raggiungimento degli obiettivi, ma, soprattutto, coinvolge direttamente gli alunni rendendoli soggetti attivi del progetto educativo e non sterili oggetti passivi.

 

Note

1. Battistuzzi Gavioli, Contaldi Mejorin: CnS n. 6 (1982)

2. Pellerey, Progettazione Didattica, SEI Torino (1982)

3. Nella tabella di programmazione non sono indicati i prerequisiti; per questa U.D. è sufficiente la conoscenza dell’uso del microscopio ottico.)

4. Le abilità richieste dagli obiettivi specifici sono indicate secondo la tassonomia di Bloom: A1 = Conoscenza, A2 = Comprensione, A3 = Applicazione

 

 

Pubblicato originariamente su Naturalmente, 1990, 3 (1), 10.