CATTEDRE

 

Sandra Bocelli

 

Dunque, finalmente sappiamo qualcosa di più dell’oggetto misterioso: la struttura oraria ed i programmi del futuro biennio della Scuola secondaria superiore sono stati resi noti nella loro interezza.  Tutto bene?  Mah!  Un insegnante che abbia un tantino i piedi per terra e si interessi dei risvolti pratici, burocratico-sindacali, del proprio lavoro, invano cercherà nei numerosi fogli resi pubblici nella riunione del 21 Dicembre 1990 anche un sia pur minimo accenno a quelle "trascurabili quisquiglie" che sono le classi di concorso a cui le varie materie di insegnamento verranno attribuite.  Forse il Ministro della Pubblica Istruzione, o chi per esso, pensa che non ci siano, da questo punto di vista, problemi.  Per qualche classe di concorso può essere anche vero, ma, per quanto riguarda gli insegnamenti di Scienze sperimentali in generale, e di Scienze naturali, Chimica e Geografia (Classe di concorso LXXXVI) in particolare, la situazione che si prospetta non è niente affatto chiara.

 

Nell’area comune del biennio riformato compaiono gli insegnamenti di Scienze della Terra e Biologia. Dato che la nota n° 3 al Quadro orario dei Bienni recita: "È previsto un docente unico", sembra sicuro, o per lo meno plausibile, che i due insegnamenti vengano attribuiti alla Classe di concorso LXXXVI (Scienze naturali, Chimica, Geografia).  Meno sicura è la attribuzione di vari insegnamenti dell’area scientifica che compaiono negli indirizzi.  Tra le "discipline parzialmente comuni e discipline specifiche" (vedi Quadro orario) compaiono Geografia e Laboratorio Fisica/Chimica.  Esaminiamole con ordine.  Dando un’occhiata al programma di Geografia approvato, troviamo subito come finalità dell’insegnamento: "La Geografia, intesa come studio dell’organizzazione del territorio e delle relazioni che si stabiliscono tra strutture ambientali e azione umana su spazi regionali differenziati, si propone...".  Al punto 1 dei contenuti (Il sistema uomo-ambiente e le sue articolazioni) troviamo tra i temi significativi: "Ecosistemi in rapporto a tipi di clima; il coinvolgimento dell’uomo nei flussi di energia, nel ciclo delle acque e in quello alimentare": il punto 7 (Gli squilibri ambientali) porta tra i temi significativi: "L’inquinamento, lo smaltimento dei rifiuti, la limitatezza delle risorse, la desertificazione, le grandi calamità indotte dal cattivo uso dell'ecosistema, il bilancio energetico".  Chi andrà ad insegnare questa Geografia?  Se pensiamo ad un mantenimento della situazione attuale, nel classico, linguistico, socio-psico-pedagogico, scientifico, l’insegnamento della Geografia dovrebbe essere abbinato a quello dell’Italiano, Latino, (Greco), e Storia ed essere attribuito alle classi di concorso LXVI (Materie letterarie negli istituti di istruzione secondaria di secondo grado) o LXIX (Materie letterarie e latino nei licei e negli istituti magistrali) o LXXII (Materie letterarie, latino e greco nel liceo classico), ma ... sui temi elencati sopra con quale rigore scientifico?  Tali contenuti sembrano esulare dall’ambito della classica Geografia intesa in senso politico-antropico.  E allora?..  Una volta Mina cantava: "Parole, parole, parole, soltanto parole ...".

 

Nell’economico, Geografia è completamente sparita dal Biennio.  La nota n° 4 al Quadro orario dice: "L’insegnamento di Geografia è presente nel triennio".  Nello scientifico-tecnologico e nei tecnologici (vedi Quadro orario) l’insegnamento della Geografia dovrebbe essere attribuito ma chi?  Non si sa, perché anche attualmente la situazione nei così detti "Tecnici" è estremamente ingarbugliata.  Negli Istituti tecnici per Geometri, negli Istituti tecnici industriali e negli Istituti tecnici femminili l’insegnamento della Geografia è affidato alla classe di concorso LXXXVI (Scienze naturali, Chimica, Geografia); ma negli Istituti tecnici commerciali, anche nel triennio, la Geografia può essere attribuita a insegnanti della XLVI (Geografia) o dell’LXXXVI a seconda della possibilità di formare, o meno, una o più cattedre di Geografia (ognuna formata da due corsi completi) a norma di una vecchia Circolare ministeriale del 1964 (C.M. 3 Agosto 1964, n° 14261).  La stessa circolare riguarda anche la classe di concorso XV (Chimica) a cui viene attribuito l’insegnamento di Chimica e Merceologia in presenza di quattro corsi completi (o multipli).  Altrimenti l’insegnamento è affidato alla LXXXVI.  La situazione attuale è poi ancor più complicata dalla esistenza delle sperimentazioni globali in cui le soluzioni sono state le più varie a seconda delle esigenze contingenti.  Come si vede, nel futuro biennio la cattedra di Geografia necessita di un riordino globale, inteso come generalizzato e contestuale in tutte le scuole d’Italia, altrimenti si andrà incontro a situazioni difficili per incertezza del diritto con conseguente apertura di infiniti contenziosi a livello di scuola, di Provveditorato agli Studi, di TAR ecc...  Veniamo ora alla vera novità di questo biennio, (a parte Diritto ed Economia) e cioè a quel Laboratorio Fisica/Chimica presente negli Indirizzi scientifico, scientifico-tecnologico, tecnologici, economico, con un numero di ore settimanali variabile da 3 (scientifico ed economico) a 5 (scientifico-tecnologico e tecnologici).  Che cos’è?  Forse un’utile innovazione volta a far acquisire agli alunni i fondamenti del metodo scientifico da spendere poi nelle classiche discipline sperimentali?  O altro?  A quale classe di concorso verrà affidato tale insegnamento?  In questo caso non possiamo nemmeno rivolgerci per avere lumi alla situazione attuale perché nell’odierno ordinamento scolastico questo insegnamento non esiste.

 

Cerchiamo allora indicazioni nel programma presentato.  Gli argomenti vanno da proprietà fisiche dei corpi a sostanze pure e soluzioni, a proprietà elettriche, a trasformazioni fisiche e chimiche, a movimento ed energia, a energia e ambiente ecc. ...  Quale preparazione dovrà avere l’insegnante per affrontare con efficacia didattica tali temi?  Quale laurea?  Quale abilitazione?  Quale classe di concorso?  La questione è estremamente delicata.  Visto che il programma offre più che altro dubbi, vediamo di analizzare le cattedre di tipo scientifico oggi esistenti nei bienni delle superiori.  Nei Licei classici e scientifici e Istituti magistrali esistono le classi di concorso LXIII (Matematica) e LXV (Matematica e fisica) e LXXXVI (Scienze naturali, Chimica, Geografia).  Quale di queste può essere idonea all’insegnamento di Laboratorio Fisica/Chimica? Non certamente Matematica, forse, ma con molte riserve, Matematica e Fisica, forse Scienze naturali, Chimica, Geografia, o forse nessuna.  Dovrà allora il Ministero della Pubblica Istruzione istituire una classe di concorso specifica?  E nei prossimi 5-6 anni (ad andar bene questi sono i tempi necessari per avere i primi abilitati) cosa facciamo?

 

Negli Istituti tecnici per Geometri, negli Istituti tecnici commerciali e negli Istituti tecnici industriali esistono le cattedre LXIII (Matematica), LXIV (Matematica applicata), XLIV (Fisica), XV (Chimica), LXXXVI (Scienze naturali, Chimica, Geografia).  Escludendo per ovvie ragioni la LXIII e la LXIV (gli insegnanti con questa abilitazione nel biennio commerciale insegnano anche Fisica, tuttavia alla classe di concorso possono accedere i laureati in economia e commercio, scienze economiche bancarie, scienze statistiche e ... persino sociologia !) si ripropongono i dubbi circa le altre tre classi di concorso, nessuna delle quali appare dotata di tutte le necessarie competenze.  Forse la via più semplice per i nostri burocrati ministeriali sarà quella di disporre che tutte e tre possano insegnare Laboratorio Fisica/Chimica.  Allora, in concreto cosa succederà nelle scuole?  Quali lotte tra colleghi?  A chi la precedenza?  E la qualità dell’insegnamento?  Si riproporrà l'intreccio esistente nei commerciali tra LXXXVI, XV e XLVI regolato, si fa per dire, dalla già citata circolare del '64?  Come si vede i dubbi, gli interrogativi puramente pratici, terra terra, che il Ministero è chiamato a sciogliere sono molti e non di secondaria importanza per la vita di tutti noi.  Per un insegnante sono questioni vitali: attribuire una materia di insegnamento ad una classe di concorso o ad un’altra può voler dire, magari a 50 anni, dopo 20-25 anni di servizio, vedersi trasferire d’ufficio dalla sede di residenza, finalmente faticosamente raggiunta, ad una sede a 80 chilometri di distanza!

 

La soluzione, certa nei termini e certa nel tempo, degli interrogativi posti sopra può contribuire a rendere la scuola più efficiente e più "casa di tutti" sia insegnanti che alunni.  Saprà il Ministero risolverli?  Vorrà, potrà farlo?  Sono argomenti su cui dovrà intervenire il Parlamento.  In quali tempi?  E poi, si introduce il Biennio senza introdurre il Triennio?  Certamente il metodo usato finora di introduzione del biennio in forma strisciante (vedi C.M. n° 109 del 19-4-1990) solo nelle scuole in cui questa introduzione non comporti modifiche strutturali (ovverosia di orario) e per ciò stesso solo negli sperimentali, o quasi, non appare un’operazione corretta: come non appare corretto voler "pilotare" le sperimentali, mini e maxi, nate già da autonome volontà ed esigenze dei singoli collegi dei docenti, verso la sperimentazione del biennio Brocca (C.M. n° 272 del 19-10-1990).  Inoltre, questo modo di sperimentare i nuovi programmi rende necessario utilizzare il personale esistente.  L’introduzione delle eventuali nuove cattedre potrà essere fatta solo con la attuazione della legge di riforma oggi giacente in Parlamento (Disegno di Legge "Mezzapesa" n° 2343 presentato alla Commissione P.I. del Senato il 3 Luglio 1990).  Oltre tutto, sempre sul piano pratico, perdurando l’introduzione di questo biennio solo in alcune scuole, si può provocare in esse soprannumerarietà di insegnanti che non trovano collocazione in altre scuole vicine, quando queste siano ancora organizzate secondo l’attuale ordinamento.  Quindi il caos e lo scontento regneranno sovrani, ovverosia: "viva la Marina mercantile!" (D.P.R. 23/8/1988 n. 395)

 

 

Pubblicato originariamente su Naturalmente, 1991, 4 (speciale), 19-20.