Giovanni Villani

LA CHIAVE DEL MONDO. DALLA FILOSOFIA ALLA SCIENZA: L'ONNIPOTENZA DELLE MOLECOLE

CUEN: Napoli, 2001


Pierluigi Riani 

Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale, Università di Pisa

riani@dcci.unipi.it

 

Non sono molti i libri di interesse generale che si occupano della Chimica.  Questo è facilmente verificabile in una qualunque libreria.  La storia della Fisica, la sua filosofia di fondo, tutto quello che riguarda l’aspetto "culturale" di questa disciplina ha numerosi cultori, sia tra gli autori sia tra i lettori di libri; lo stesso discorso si può applicare alla Biologia, alla Matematica e ad altre discipline scientifiche.  Per la Chimica il discorso è diverso.  Eppure nessuna disciplina scientifica influenza in maniera così esaustiva la vita umana: dalla culla alla bara.  Analizzare questa situazione è fuori del nostro scopo e da quello dichiarato dall’Autore, ma in questo panorama non può che essere il ben venuto un libro che si propone di evidenziare le basi culturali della Chimica.  Perché questo è lo scopo del libro, anche se la parola "chimica" non compare nel titolo.

 

La Chimica lavora su due livelli: quello macroscopico e quello microscopico e, sebbene l’Autore, si ponga di preferenza sul piano microscopico delle molecole, come ci dice il titolo, analizza anche il piano macroscopico delle sostanze pure ed i collegamenti tra questi due piani.  I primi tre capitoli, infatti, si occupano del concetto di "sostanza", macroscopica, dal punto di vista dei filosofi, dei fisici e dei chimici, con un veloce excursus dai greci ai giorni nostri.  Dal quarto al settimo capitolo ci si concentra sul mondo microscopico di atomi e molecole per evidenziare l’importanza della strutturazione di tale materia.  Una delle tesi fondamentali di questo libro è, infatti, che un insieme strutturato, sia esso l’atomo o la molecola, costituisce un ente con caratteristiche peculiari, un individuo, che è oggetto di azioni e può essere utilizzato come soggetto di spiegazione.  L’attribuzione di un nome proprio a tale individuo ne è la riprova.  La Chimica, che da sempre procede con l’utilizzo di sostanze macroscopiche e di enti microscopici individuali, costituisce un esempio di spiegazione della realtà utile anche ad altre discipline scientifiche, dalla Biologia alle Scienze Umane.

 

Dice, infatti, l’Autore nella quarta di copertina che "il mondo che ci circonda è vario, complesso […]  Tale complessità qualitativa e quantitativa, infatti, può essere padroneggiata scientificamente solo rifiutando l’idea del ‘semplice microscopico’, della riduzione del tutto a 'particelle elementari e loro interazioni'.  […]  L’universo molecolare, costituito da milioni di individui dotati ognuno di nome proprio, per varietà e bellezza, ne è sicuramente il prototipo.  Esso è una delle basi di spiegazione scientifica dell’intera realtà materiale, dalle pietre all’essere umano, e costituisce un esempio per molti campi della cultura umana, dalla filosofia alle scienze umane".

 

Va tuttavia tenuto presente che tali enti non sono statici.  L’irrompere del tempo in questo mondo non contraddice la sua "strutturazione", ma ne diviene una delle caratteristiche essenziali.  Nel capitolo Ottavo e nel Nono l’Autore analizza questo fondamentale aspetto.  I tre capitoli successivi del libro mettono in evidenza caratteristiche peculiari del mondo molecolare: dalla sua realtà fisica, al suo uso nella spiegazione chimica, al suo modo di essere padroneggiato con le parole nella nomenclatura.  Il libro prosegue con un interessante capitolo in cui si evidenzia il percorso compiuto dallo studio del vivente che è passato da un sostanziale approccio fisico, il vivente come "macchina meccanica", ad uno principalmente chimico, il vivente come "fabbrica chimica".  La tesi sostenuta in questo capitolo, come del resto in tutto il libro, non vuole comunque essere riduzionista.  L’Autore dice a conclusione del capitolo: "Quello che si rivendica in questo capitolo non è certo la riduzione della biologia alla chimica.  L’idea di alcuni biochimici della cellula come 'sacchetto di enzimi' è ben lontana da me.  Qui invece si sostiene l’idea che il mondo molecolare, vario ed articolato, è senz’altro un punto di vista, una prospettiva da cui esplorare i problemi biologici e medici.  'L’onnipotenza delle molecole' il sottotitolo del libro, diviene allora la forza della varietà molecolare per descrivere un mondo plurale, altrimenti appiattito dalla visione riduzionista".  La Conclusione del libro, infine, si sofferma su quattro problemi: la Chimica come scienza del molteplice e del qualitativo, la materia strutturata e la sua irriducibilità all’energia, la materia strutturata come fonte di spiegazione delle proprietà e delle trasformazioni della materia e il rapporto tra chimica e fisica e l’unitarietà della scienza.

 

Il libro non si rivolge ad un pubblico specialistico.  È lo stesso autore ad avvertirci nella Prefazione che "nel libro si è fatto uno sforzo […] di fare a meno delle formule, tanto matematiche quanto chimiche", puntando sulla capacità delle parole come "veicolo d’informazione", poiché il pubblico cui ci si rivolge è "vario".

 

Apparso originariamente su Naturalmente, 2001, 14, 79.