COMPARAZIONE DEI TESTI DI BIOLOGIA PER LA SECONDARIA SUPERIORE

 

Enrico Pappalettere

 

Ho dedicato diverse ore a sfogliare indici e premesse generali dei manuali di Biologia più diffusi; l’ho fatto nella speranza abbastanza ambiziosa di rinvenire un qualche criterio di classificazione, per grandi tipologie di questi libri di testo.  Questa speranza e stata naturalmente frustrata, sia perché – si sa – la Biologia è materia vasta e complessa, per cui anche i testi scolastici ne riflettono questa caratteristica, sia perché questo è un lavoro che non si dovrebbe fare da soli.  Ma avendo in redazione promesso ai soci nel numero 1 di Naturalente, che il n. 2 si sarebbe occupato molto di libi di testo in conconitanza con la scadenza delle adozioni, ho deciso a mio rischio e pericolo di comunicare tutti quei dati di tipo informativo generale sulle caratteristiche generali e sulla impostazione di fondo che emerono appunto da una lettura un po' più mirata di indici e premesse.  L’utilità di tali informaziori può risiedere nel loro riferimento alla globalità dei manuali esaninati, negli spunti di riflessione che suggeriscono e infine – forse – nella indicazione di linee di una analisi meno empirica e improvvisata da proseuire collettivamente

.

I nanuali censiti sono 27 in tutto ed effettivamente 'esplorati' ‘25.  Di essi 14 sono interamente italiani e 13 in tutto o in parte stranieri (sarebbe interessante il confronto con l’analoga distribuzione fra prodotto nazionale e di importazione dei manuali di chimica e fisica).  Sono stati pubblicati quasi tutti negli anno ‘80, salvo 3 che non hanno avuto – credo – ristampa, ma che costituiscono dei tentativi significativi di didattica biologica.

 

Testi italiani

1) Capanna, Mainardi, Sparvoli, Le scienze della vita, Laterza 1984 (pg 563).

2) F. Graziosi (a cura di), Biologia, Ed. Riuniti, 1979 (pg 470).

3) Caramiello-Lomagno, Corso di scienze biologiche, SEI, 1983 (pg 567).

4) Terrenato (a cura di), Le Biologie, Zanichelli, 1982 (pg 503).

5) Alberghina, Biologia, sviluppi e prospettive, Mondadori, 1984 (pg 551).

6) Falaschi, Galizzi, Milanesi, Biologia, La Nuova Italia, l981 (pg 357).

7) Grattarola, Peyrot, Peyrot, Vellano, Scienze Naturali, Zanichelli, 1976 (pg 722).

8) Amati, Modelli, Gainotti, Fatti e ideee della Biologia, Zanichelli, 1987 (pg 460).

9) Pistelli, Procopio, Fondmenti di Biologia, Paravia, 1987 (pg 606).

10) Battaglini, Totaro, Il sistema della vita, Le Monnier, 1978.

11) Cognetti, Biologia oggi, Cardelerini, 1978.

12) Longo, Longo, Filippini, Unità e varietà dei viventi, Minerva Italica, (pg .1103).

13) Monfroni, Bettoni, Biologia, Signorelli, 1987 (pg 735).

14) De Re, Scienze della vita, Bulgarini, 1987 (pg 479).

 

Testi stranieri

1) BSCS, Dalle molecole all’uomo, Zanichelli, 1980 (pg 592).

2) AA VV (tedeschi), Biologia: ricerca, teoria, storia, Petrini, 1984 (pg 528).

3) Oram (inglese), Biologia, Principato, 1979.

4) Hanson Lockard, Jensch (americani) “Biologia, scienze della vita” Ed. Scolastiche B. Mondadori 1980 (pg 479).

5) Creager, Jantzen! Mariner (american) “Biologia” Zani nelli 1985 (pg 603).

6) Oram, Hummer, Smoot (inglesi) “Biologia” Principato 1986 (pg 641).

7) Oram, Hummer, Smoot, Ubertazzi (inglesi) “Uomo, natura, ambiente” Principato 1986 (pg 432).

8) Scott, Foresman (a cura di) (americani) “Biologia oggi” Ed. D’Anna 1988 (pg 565).

9) Curtis, Barnes (americani) “Invito alla Biologia” Zanichelli 1987 (pg 718).

10) Luria, Gould, Singer (americani) Una visione della vita” Zanichelli 1984 (pg 711).

11) Hardin, Bajema (americani) “Biologia, principi e implicazioni” Zanichelli 1983 (pg 589).

12) Wilson, Eisner, Briggs e altri (americani) “La vita” Zanichelli 2979 (pg 487).

13) Mackean (inglese) “Nuova biologia) Loescher-Scode 1986 (pg 320).

14) Mac Laren, Rotundo e altri (americano) “Biologia” Ed. La Scuola 1988 (pg 720).

 

Tra le caratteristiche rintracciabili, per così dire, 'alla superficie' di ogni libro di testo, ho messo in evidenza le – seguenti:

1) numerosita degli autori (libro “d'autore” o di equipe);

2) periodo di tempo trascorso tra l’ultima edizione in lingue originale e la prima traduzione italiana;

3) apparato didattico: a) domande di (auto) verifica b) domande di approfondimento c) test d) guida di laboratorio e) glossario h) Indice analitico i) qualità del supporto iconografico soprattutto disegni l) scansione in unità didattiche.

 

Per il punto 3 si rimanda a una tabella riassuntiva. Quanto ai punti 1 e 2 si può osservare quanto segue.  È alquanto più diffusa tra i libri tradotti la soluzione del lavoro d’equipe (normale è la presenza, dietro i pochi nomi degli autori ufficiali, di un gran numero di 'consulenti' che hanno rivisto parte del testo e/o lo hanno saggiato in classe.  Si tratta di una soluzione forzata, laddove si pensi al vasto panorama di competenze richieste dalla stesura di un manuale onnicomprensivo.  Tra i libri nostrani solo 2 assumono interamente un’impostazione di lavoro collettivo ('Le Biologie' non a caso, di L. Terrenato e la 'Biologia' a cura di F. Graziosi).  Va però riconosciuto che, tra quei testi italiani che risultano scritti da pochi autori (3 o 4), ve ne sono alcuni nei quali, alla oggettiva riduzione della gamma delle competenze, fa riscontro una selezione e accettazione dei contenuti trattati, così che il testo cessa essere 'onnicomprensivo' o compilativo e organizza intorno ad alcune idee-guida; queste strutturano la disciplina, ma certo non la esauriscono.  Il testo riceve pertanto una identità particolare da questa scelta sia sotto il profilo genericamente culturale sia, soprattutto, sotto quello didattico (ricorderei a questo proposito: CAPANNA – SPARVOLI – MAINARDI; GRATTAROLA – PEYROT; AMATI; FALASCHI.

 

Per quanto concerne il punto 2) si constata una area abbastanza costante: il tempo intercorso tra l’ultima edizione in madrelingua e la prima italiana varia un minimo di 3 a un massimo di 5 anni (in un solo caso, il testo del solo ORAM, l’edizione inglese e italiana sono dichiarate contemporanee).  La regola si spiega abbastanza bene con l’esigenza di attendere gli sviluppi di mercato di un certo manuale e poi i tempi di traduzione del testo e la formalizzazione dei diritti della medesima.  Si puo osservare che se a questi tempi aggiungiamo quelli necessari ad una sufficiente perpetrazione del nuovo testo nel mercato italiano, si può arrivare a un numero di anni non indifferente, tale da minacciare di far nascere Italia una edizione già vecchia rispetto all’originale o suscettibile di una senescenza precoce.  Il che non vuoi essere un invito all’autarchia, ma solo prestare una maggiore attenzione a ciò che sta dietro le quinte di un libro di testo. (segue le tabella n. 1 riassuntiva dei dati ralativi al punto 3)

 

TESTI

docente

manua-le lab. didatt.

esercizi problemi

proble-mi ap-prof.

indice

analit.

glos-sario

 

bibl.

qualità

illustr.

 

guida

 

unità

ALBER.

 

SI   (A)

SI

SCHEDE

SI

SI

SI

 

 

AMATI

 

SI   *

SCHEDE

SI

NO

NO

BUONA

 

 

BSCS

SI   (A)

SI

SI

SI

SI

SI

 

 

 

CAPANNA

 

NO

NO

NO

NO

NO

 

 

 

CARAMIEL.

 

NO

NO

NO

NO

NO

 

 

 

CREAGER

 

SI   *

SI    *

SI

NO

NO

 

 

SI

CURTIS

 

 

SI

SI

SI

SI

SI

BUONA

 

DE RE

SI   (1)

SI

SI

NO

NO

NO

 

 

 

FALASCHI

 

POCHI

SCHEDE

NO

SI

NO

 

 

 

GRATT.

 

SI

NO

NO

NO

NO

NO

BUONA

 

GRAZIOSI

SI   (I)

 

NO

NO

NO

NO

NO

 

 

HANSON

 

SI     (A)

SI

SI

SI

SI

NO

 

 

OBIET.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

HARDIN

 

SI   *

SI   *

SI

NO

SI  *

BUONA

R.QUES.

 

LONGO

 

SI

SI

SI

SI

SI

BUONA

 

 

LURIA

 

SI

SI   *

SI

SI

SI

BUONA

 

 

MACKEN

 

SI   (A)

NO

NO

SI

SI

NO

BUONA

 

MCLAREN

 

SI

SI

SI

SI

NO

 

SI   (I)

SI

MANFR.

 

SI   (I)

SI

SCHEDE

NO

NO

NO

BUONA

 

ORAM

 

SI *

SI

SI

NO

NO

 

SI   (I)

 

PISTELLI

SI   (I)

 

SI

NO

NO

NO

NO

 

SI

SCOTT

SI   (A)

SI

SI

SI

NO

NO

 

 

 

TERRENATO

 

NO

SCHEDE

SI

NO

NO

BUONA

 

 

WILSON

 

 

NO

SCHEDE

SI

SI

SI

BUONA

 

legenda

(A) volume autonomo

(I) schede integrate

* si vuole indicare una particolare cura del del supporto didattico segnalato

R.QUES. risposta ai quesiti

 

Commento alla tabella sull’apparato didattico

In generale si può dire che i testi appaiono sempre più curati dal punto di vista dei supporti didattici convenzionali.  Il 90% tuttavia non offre guide generali per l’insegnante; l’85% non presenta manuali di laboratorio autonomi (si è in attesa del manuale della CURTIS), ma il 30% inserisce schede per attività sperimentali.  Nel 20 % dei casi non è presente neppure l’ombra di un eserciziario, mentre negli altri comincia a diffondersi l’articolazione della verifica in domande e problemi di diverso livello e in test di tipo vario con prevalenza di quelli a scelta multipla.  Il 30% circa non offre un glossario.  Il 30% circa non offre un indice analitico, sempre utile.  Il 70% circa non offre una bibliografia 'ragionata'.  La ripartizione in unità didattiche con cui alcuni manuali si presentano (Nota: vedi tabella n.1) continua a suggerirmi l’impressione che si tratti piuttosto di uno schema sommario e verbale, che non di una effettiva e articolata 'griglia' didattica. 

 

Più un orpello che sostanza (ma il giudizio può essere ingeneroso e solo l’uso lo potrà mettere alla prova).  Della logica costruttiva di una U. D. in realtà viene realizzata solo l’indicazione di un certo numero di obiettivi.  Per il resto i contenuti non appaiono (almeno non esplicitamente) scanditi secondo un qualche sistema tassonomico (che non viene peraltro dichiarato), e anche la verifica non presenta relazioni esplicite con gli obiettivi.  Gli autori tendono a sottolinearne l’importanza perchè ritengono le U. D. abbastanza indipendenti l’una dall’altra e quindi tali da offrire al docente uno strumento flessibile e adattabile a diversi contesti didattici.  Il quadro generale risulta alla fine piuttosto variegato: il mercato sembra ancora stentare a imporre ad autori e case editrici una cura di questi importanti aspetti a un livello minimo standardizzato.

 

TESTI

% pagine

 

biol. mol. e bioch.

biologia molec.

tassonomia

teorie evolutive

AAVV

10,5

3,5

11,1

5,2

ALBERGHINA

19,1

6,5

11,0

0,7

AMATI

7,3

2,6

30,4

8,8

BSCS

18,0

5,7

2,2

6,0

CAPANNA

6,6

0,9

29,5

1,4

CORAMIELLO

6,5

1,4

24,4

3,6

CREAGER

4,7

0,1

42,7

4,4

CURTIS

17,2

6,4

11,0

8,0

DE RE

5,1

1,7

9,4

3,6

FALASCHI

22,2

14,4

25,5

5,6

GRATT.

9,7

0,8

37,1

1,7

GRAZIOSI

17,2

8,6

5,7

3,0

HANSON

5,2

2,1

6,2

8,8

HARDIN

13,6

5,0

10,0

10,9

LONGO

8,7

2,4

40,7

1,8

LURIA

26,0

15,2

6,6

11,6

MACKEN

8,0

1,0

4,4

2,6

MCLAREN

8,0

2,0

32,0

1,6

MANFRONI

10,1

2,9

5,0

4,0

ORAM S. M.

8,0

2,4

13,4

2,8

ORAM UB

9,8

3,3

12,4

2,5

PISTELLI

6,3

0,7

35,7

2,8

SCOTT

4,7

1,0

27,9

7,2

TERRENATO

22,5

15,2

23,0

2,4

WILSON

11,4

4,4

18,6

7,7

 

Entrando ora in un senso molto particolare nei testi, e cine attraverso lo 'spioncino' dell’indice generale, ho deciso di calcolare l’incidenza percentuale approssimativa, sul totale delle pagine (del testo effettivo), di alcuni grossi temi.  La scelta è stata abbastanza banale (ma cose dicevo all’inizio, è difficile essere originali, specie se soli); tuttavia, proprio perchè essa è stata dettata da più o meno grossolane tradizioni didattiche in biologia, può risultare concreta e .comunque far fare all’analisi un primo passo.  I temi scelti sono:

 

1) La Biologia molecolare, in un significato molto ristretto e convenzionale, e cioè tutto quanto ruota intorno agli acidi nucleici e alle loro funzioni generali

 

2) la Biologia molecolare, in un significato più ampio e sempre convenzionale, cioè la precedente, più tutte le parti di un programma che adoperano nozioni e nodelli chimici (p. es. composizione della meteria vivente, respirazione cellulare, fotosintesi, ecc.)

 

3) La varietà dei viventi, intesa come descrizione dei gruppi e teoria della tassonomia

 

4) Le teorie evolu:ionistiche, presentate nelle loro formulazioni storiche e nei meccanismi generali.

 

Quale griglia interpretativa consentono di abbozzare questi temi, se lo consentono?  Tutti i colleghi ricordano quanto la biologia italiana nelle scuole si identificasse, fino alla prima metà degli anni ‘60, con un impianto naturalistico, descrittivo-sistematico, particolarmente povero di stimoli e potenzialità di sviluppo nella sua versione scolastica e manualistica (sarebbe interessante condurre un esame più ravvicinato, meno ancorato ai ricordi, sui libri di testo veri e propri, in uso prima del BSCS.  Tutti ricordiamo poi quanto il panorama sia stato profondamente modificato dalla diffusione delle prime versioni del BSCS, con la sua impostazione tutta centrata sui meccanismi molecolari dei fenomeni biologici, e sulla cosidetta 'acquisizione del metodo scientifico' per via sperimentale.  Nacquero i corsi-pilota, l’esigenza di avere microscopi e provette, l’entusiasmo per le scoperte allora davvero 'molto' recenti della struttura e dei meccanismi replicativi del DNA.  La sistematica, il versante naturalistico dei programmi, almeno il più tradizionale per noi italiani, veniva ridotta a un piccolo numero di pagine con solo i disegni dei tipi principali di piante e animali.  In compenso veniva sviluppata assai più che nei vecchi libri di scuola la teoria generale dell’evoluzione e dei meccanismi, come, almeno a me, non era capitato di affrontare neppure negli anni di Università (pisana), dove gli argomenti venivano trattati in chiave (superficialmente) evolutiva ma dove mai nessuno ci descriveva analiticamente com’era fatta quella chiave.

 

Chi ha cominciato a insegnare nella seconda metà degli anni ‘60, ha proposto probabilmente la biologia in termini che accentuavano il riduttivismo chimico, la fiducia nel potere esplicativo della chimica enzimatica e soprattutto del meccanismo della sintesi proteica.  Cominciare allora dal microscopico per procedere verso i livelli macroscopici del mondo vivente si consolidò nella prassi didattica quasi come una nuova (acritica) convenzione.  In effetti si può sostenere che nella manualistica di cui ci occupiamo esista un prima e un dopo BSCS.  Col passare degli anni questo è apparso via via invecchiaiato e pieno di affanni anche se, nelle discussioni tra colleghi alle nuove adozioni, raramente sono state formulate obiezioni e considerazioni di ordine generale che inducevano a consigliarne la sostituzione, e più spesso invece rilievi su questo o quell’aspetto del corso.  Di fatto nel nostro piccolo campione di insegnanti di scienze che hanno risposto al questionario sull’insegnamento della biologia, coloro che dichiarano di aver adottato il BSCS come libro di testo sono poco più dell’11%.  Con quali testi è stato sostituito?  Esistono, e quali sono, altre impostazioni didattiche sul mercato?

 

Tornando alla scelta di quei temi, voglio dire che forse essi possono suggerire qualche risposta a questa domanda generale. (vedi tabella)  Se si controlla la tabella confrontando le percentuali sia in orizzontale (relative allo stesso manuale) sia in verticale emergono alcune semplici realta:

1) che alcuni testi sviluppano aggiorente un testa rispetto agli altri;

2) che alcuni trattano in misura quantitativamente modesta alcuni temi;

3) che altri infine concedono ai vari temi uno spazio considerevole, senza accentuazioni particolari.

Danno particolare rilievo alla tassonomia e alla descrizione dei gruppi sistematici principali:

Italiani

LONGO-LONGO/ AMATI-GAINOTTI-MODELLI/CAPANNA-MAINARDI-SPARVOLI/ CARAMIELLOLOMAGNO/GRATTAROLA-PEYROT-VELLANO/ PISTELLI-PROCOPIO (in media 33%)

Stranieri

SCOTT-FORESMAN/ MECLAREN-ROTUNDO/CREAGER-JANTZ (34%)

 

Danno particolare rilievo al complesso Biologia molecolare-Biochimica:

Italiani

ALBERGHINA/ GRAZIOSI (18%)

Stranieri

CURTIS/BSCS/LURIA-GOULD-SINIGER (20%)

 

Danno un rilievo significativo a entrambi i poli tematici realizzando un equilibrio in positivo:

 

Italiani

FALASCHI-GALIZZI-MILANESl/TERRENATO (22-24%)

Stranieri

WILSON-EISNER

 

Non danno particolare rilievo a nessuno dei temi determinando un equilibrio in negativo e un’immagine abbastanza neutra del libro nel suo insieme:

 

Italiani

DE RE/ MONFRONI

Stranieri

ORAM-HAMMER-SMOOT/ORAM-UBERTAZZI/HANSON-LOCKARD/AAVV TEDESCHI/ MCKEAN

 

Non ho inserito in nessuna categoria l’HARDIN-BAJEMA, che rappresenta un’opera molto singolare di cui dirò qualcosa a parte.  Va sottolineato che, ovviamente, nessuno dei gruppi così artificiosamente individuati è omogeneo al suo interno, e in ogni esso non si fa in questa sede riferimento alla qualità della trattazione.  È possibile fornire qualche informazione di maggiore dettaglio gruppo per gruppo.  Nel primo che definirei di recupero della tradizione, ma nel quadro di significative innovazioni didattiche e di metodo, si distinguono: CAPANNA-MAINARDI, per la coerenza con cui adopera la chiave evolutiva nel trattare i gruppi tassonomici, nel senso che a) la adopera davvero e b) la sa adoperare.  Dico questo perché nella presentazione di molti manuali è divenuta ormai rituale la dichiarazione di volersi attenere a un impianto evoluzionistico come principio unificatore di tutto il testo, ma è una mia impressione che il più delle volte si tratti di pura retorica.  GRATTAROLA-PEYROT-VELLANO, per la indubbia originalità con cui propone lo studio dei gruppi, facendo di tutto il 1° volume un vero e proprio manuale di laboratorio funzionale allo studio anatomo-comparativo (con dissezioni guidate) di esemplari tipici dei vari livelli sistematici.  È un annuale forse poco conosciuto, ma molto più ricco di quel che si sarebbe tentati di dedurre dalla modestia della sua veste editoriale, AMATI-GAINOTTI-MODELLI, perché è il primo, e forse ancora unico, manuale le cui autrici compiono una scelta consapevole di costruire uno strumento mirato per un eventuale biennio unico; e per farla selezionano 5 grandi idee guida del sapere biologico, costruendo attorno ad esse i contenuti, ai quali conferiscono un rilievo differenziato.  Se i primi due testi costituiscono un buon esempio di ricaduta a livello di scuola superiore di competenze universitarie l’AMATI si presenta cose un prodotto razionale della riflessione e della esperienza accumulate nel campo didattico da validissine docenti di scuola secondaria.  Non sorprende allora il ricco apparato didattico, sotto forma di domande ed esercitazioni, che chiudono i capitoli, apparato che manca completanente negli altri due, perché nessuna competenza e nessun interesse in questo settore si sono sviluppati nel mondo universitario.

 

Il LONGO-LONGO, riapparso sulla scena nel l987 è un libro del tutto nuovo rispetto al vecchio “Dalla cellula alla comunità dei viventi”.  Non conoscevo questa novità e perciò mi limito ad alcune impressioni: concepito in 2 volumi tra loro (semi) indipendenti, appare molto ricco di informazioni e assai curato nella parte grafica.  Pur dichiarando di voler dare rilievo a tutti i temi, dedica in realtà un intero volume a Evoluzione-Sistematica-Ecologia.  Anche in questo caso come nel CAPANNA, la chiave evolutiva sembra realmente adoperata.  Francamente più anonimi appaiono gli ultimi 2, specie il CARAMIELLO, particolarmente povero anche di supporti didattici.  Fra gli stranieri merita attenzione il CREAGER-JANTZEN, che dedica all’esame tassonomico oltre il 40% del testo e si distingue per questo nel panorama della didattica anglosassone, inoltre il 1° volume comincia con l’ecologia, (anche il Pistelli-Procopio comincia con l’ecologia) inoltre un caso abbastanza singolare e meritevole di un’analisi più attenta, è quello dell’HANSON-LOCKARD che parte da un discorso etologico, cioè comunque da un livello macroscopico, mentre la regola abbastanza ferrea in tutti i manuali, è quella che colloca questo tema in fondo al libro.  Tuttavia già dal 3° capitolo il corso rientra nell’alveo tradizionale della Biologia generale e quindi al percorso classico dal microscopico al macroscopico.  Probabilmente è un’incoerenza didattica, comunque il testo è costruito esplicitamente intorno a 6 idee-guida, che strutturano 6 unità, molto curate nel rilievo dato agli obiettivi generali e parziali e nell’apparato didattico, va sottolineato che esso è già adottato da oltre il 18% dei colleghi che hanno risposto al questionario, ed è il più adoperato insieme all’AMATI (18,6%) e alla CURTIS.  Appena sfornati, SCOTT-FORESMAN e MCLAREN-ROTUNDO, attendono un esame più attento.  L’impressione un po' viscerale è che non abbiano una personalità dietro una certa opulenza della veste editoriale.

 

Nel secondo gruppo, di quei testi che accentuano i fondamenti biochimici in senso lato merita rilevare: ALBERGHINA, i cui pregi risiedono nell’aggiornamento, nel linguaggio inappuntabile, nella ricchezza delle informazioni e i cui limiti stanno forse nella difficoltà di usare il testo in un biennio, proprio per il taglio culturale complessivo.  Eccessivo appare l’affollamento di schede e finestre che rompono l’unità anche grafica del discorso e lo frammentano.  H. CURTIS-BARNES, il più adottato in assoluto (25%) e la cui fortuna risiede probabilaente nel fatto di costituire – nell’ultima edizione – uno strumento ampio, ricco, e abbastanza versatile.  Nell’ambito di una impostazione globale di derivazione BSCS, esso colma però le imperdonabili insufficenze dei settori della biologia del macroscopico, senza sbilanciarvisi.  È compito del docente farsi un percorso adatto alle proprie esigenze.  Del LURIA-GOULD-SINGEN si è gia detto nella recensione cosparsa sul N. 1 di Naturalmente, vorrei dire solo che questo magnifico libro appare più adatto come testo di consultazione per l’insegnante o d’integrazione per gli allievi (triennio).  La sua qualità fondamentale mi sembra che sia la consistenza della riflessione teorica, ad esempio, lo spessore con cui vengono trattate le 3 unità su EvoluzioneTassonomia ed Ecologia, ne fanno un testo colto più equilibrato di quanto possa far supporre il divario del numero delle pagine (26% per la Biochiaica, 7% per la Tassonomia, se quasi il 12% per la teoria evolutiva, mentre la norma della grande maggioranza degli altri annuali è quella di una trattazione molto limitata di tale teoria a fronte degli aspetti descrittivi.

 

Nel terzo gruppo: FALASCHI e TERRENATO, realizzano una sintesi molto interessante fra i 2 poli tematici, grazie forse all’apporto di competenze diverse, ma certo anche a una scelta culturale, che non privilegia solo i filoni della nuova biologia, sa recuperare in una visione moderna anche quelli della biologia storica.  Non è un caso che i 2 volumi del Falaschi siano adoperabili separatamente.  Meno agevole l’uso del Terrenato, più tradizionale nella ripartizione e sequenza degli argomenti, a causa dell’uso davvero intensivo di schede fuori testo, al punto che quest’ultimo si risolve in un filo che cuce le schede tra loro.  Solo l’uso reale può chiarire l’efficacia di tale soluzione.  WILSON EISNER si segnala per l’originalità nel taglio degli argomenti, che ne fa anche un buon testo di consultazione per integrare trattazioni più tradizionali.  Il linguaggio non di rado impegnativo, il suo carattere fortemente sintetico, la veste grafica a caratteri fitti e piccoli, creano problemi agli allievi, soprattutto nel biennio.  Molto curate appaiono la teoria della tassonomia e la teoria evolutiva.  Dell’ultimo gruppo, dopo aver sottolinato la caratteristica di strumenti didattici alquanto 'neutri' dei libri che ne fanno parte, vorrei dire poche cose sul MC KEAN e sul testo di autori tedeschi della Petrini.

 

Il primo è certamente un testo singolare, espressione forse più autentica dell’empirismo anglosassone.  Il discorso teorico vi è ridotto al minimo, a una sorta di 'scaletta', che il docente dovrà ampliare dove e guardo lo ritenga necessario, mentre un ruolo notevole è giocato dalle esperienze (vedi recensione specifica comparsa sul n. 0 di Naturalmente) di laboratorio, che spingono l’allievo a un approccio sempre concreto con i fenomeni più comuni della vita.  La facilità innegabile del libro si traduce poi in un lavoro accresciuto per l’allievo e l’insegnante: il primo non trova molta 'teoria' quando studia a casa; il secondo deve fornigliene di più consistente per altre vie.  Dopo un’iniziale suggestione il testo può perciò risultare poco affine alla nostra forma mentis, ma rimane – è un’opinione strettamente personale – un’opera preferibile a quelle che non fanno scelte e pretendono di darti, ovviamente con metodo scientifico, tutto lo scibile biologico.

 

Il testo tedesco, lavoro di equipe, riflette invece lo spirito teutonico: nella precisione con cui vengono scanditi anche graficamente i vari contenuti, e con cui vengono esaminati, nella pulizia e nella cura dei disegni, schede e tabelle.  Un libro da prendere in considerazione, se non altro come strumento di consultazione.  Dirò per concludere alcune cose sull'HARDIN-BAJEMA.  È un testo apparso già a molti colleghi abbastanza particolare.  Intanto e forse il più vecchio di tutti visto che la prima edizione americana è del 1949.  La sua singolarità e forte origina!ità, sta nella grande esperienza degli autori rispetto alle trame concettuali della Biologia, ai problemi epistemologici delle scienze sperimentali in generale e della Biologia in particolare, e ai nessi e riflessi sociali della disciplina. questa esperienza non 'traspare' semplicemente, ma diventa essa stessa contenuto del libro e proposta di riflessione per docenti e allievi.  Il linguaggio è perciò denso, non di rado complesso e le tentazioni, o i tentativi di adottarlo, si arenano di fronte alle difficoltà degli allievi.  Rimane un prezioso strumento di consultazione, anche per il suo forse innegabile repertorio di domande e spunti di riflessione e approfondimento, disciplinare ed extra.

 

 

Pubblicato originariamente su Naturalmente, 1988, 1 (2), 15-21.