IL PROGETTO “CHEMISTRY IN OUR LIVES”

 

Carmen Valigi

Liceo Scientifico "G. Alessi", Perugia

scientificoalessi@tin.it

 

Le premesse

I miei allievi sono studenti frequentanti il quarto anno del Liceo Scientifico e ho il problema di risvegliare la loro curiosità in modo che il gruppo classe lavori insieme e raggiunga un livello di conoscenze soddisfacente.  Come insegnare la Chimica per ottenere la giusta attenzione e l'interesse da parte degli allievi?  Questo è il problema ricorrente che si pone a noi insegnanti al momento della programmazione per il nuovo anno scolastico.  Proporre una attività progettuale, incardinata fortemente nella prassi quotidiana del fare lezione in classe e in laboratorio è sempre una buona soluzione.

 

L’idea

Partecipando ad un corso d’aggiornamento promosso dalla Provincia di Perugia ho conosciuto l’organizzazione Science Across the World (SAW) che si occupa di stabilire relazioni tra docenti e studenti europei operando su temi che riguardano la cultura scientifica.  Per spiegare di che si tratta la cosa migliore da fare è riportare il logo di SAW il quale recita: Linking teachers and students worldwide: exploring science locally, sharing insights globally.  Incontrare colleghi europei, confrontarmi con loro ed entusiasmarmi all’idea è stato tutt’uno.  Tornando a scuola, ho raccontato discorsi e fatti ad alunni e colleghi, ho suscitato un pari entusiasmo e sono riuscita ad attivare gli allievi che si sentivano contenti protagonisti nella prospettiva dello scambio con studenti europei.

 

Tra i possibili argomenti oggetto di lavoro/scambio c’era il topic, come si chiama in SAW, "Chemistry in our lives".  Mi è sembrata una proposta ottima per avviare il programma della classe quarta, coinvolgendo attivamente gli studenti nel progetto.  La frase "la chimica nelle nostre vite" ha rappresentato l'idea unificante rispetto alla quale le conoscenze di Chimica sono servite per riunificare il sapere e ad articolare un progetto che ha utilizzato la lingua inglese, la storia e l’economia del territorio. 

 

Dall'idea alla programmazione

Il progetto è stato realizzato a partire da una programmazione tracciata nelle sue linee fondamentali che sono state individuate insieme con i ragazzi.  Ad essi ho posto la domanda "che cosa è chimica intorno a noi?".  Ho lasciato andare la discussione per dare l’opportunità di esplicitare le loro idee, di prendere coscienza del problema e, poi, di articolare le loro interpretazioni.  Il nostro compito di insegnanti era dare senso al sapere e ricomporre il reale per consentire agli studenti un apprendimento attivo [1]: in questo modo gli allievi prevedono, progettano, compiono operazioni, elaborano testi, documentano e comunicano i risultati.  A questo punto, quando gli allievi erano stati portati a sentire mentalmente il problema e ad affrontare l’indagine, era possibile avviare la programmazione.  La traccia iniziale del progetto, sviluppata con la convinzione che è corretto conservare un margine di aggiustamento per adattare le tappe del processo all’evoluzione dell’apprendimento in corso d’opera, ha portato a formulare la seguente flow chart della programmazione del Progetto CHEMISTRY IN OUR LIVES

 

INDIVIDUAZIONE DEL PROBLEMA

IPOTESI DI SOLUZIONE

STRUTTURA DEL PROGETTO

ORGANIZZAZIONE

TEMPI

REALIZZAZIONE DEL PROGETTO

RICERCA E SELEZIONE INFORMAZIONI

LABORATORIO

TESTI IN INGLESE

STORIA

DOCUMENTAZIONE

COMUNICAZIONE

 

Fig. 1. Flow chart che illustra la successione delle tappe da percorrere.

 

Discussioni, consigli, punti di vista a volte convergenti a volte critici, ci hanno portato a formulare concretamente la struttura del progetto e ad articolarne i passaggi necessari per la sua realizzazione. Sul piano dell’organizzazione, che abbiamo distinto in tre livelli, non ci sono stati problemi particolari. Abbiamo potuto avviare il lavoro con serenità utilizzando le ore curricolari, che sono risultate molto dense e produttive perché hanno visto tutti gli studenti attivamente impegnati.  Su suggerimento dell’insegnante gli studenti hanno accettato di lavorare in gruppi e in modo autonomo si sono suddivisi in gruppi distribuendosi i compiti.  Hanno iniziato con la stesura di alcune mappe concettuali per avere un aiuto scritto che segnasse i momenti del lavoro da svolgere.  L’insegnante ha rivisto, discusso, ma ha corretto pochissimo: i ragazzi lavorando nei gruppi avevano individuato correttamente le tappe successive e la progressione del progetto.  Le mappe concettuali hanno rappresentato il mezzo indispensabile per la compilazione di un ipertesto sul progetto.

 

Ricerca e selezione informazioni

Ho sottoposto alla classe il modulo predisposto da SAW (si può trovare sul sito web http://www.scienceacross.org) e ho affidato ai vari gruppi parti delle ricerche sui prodotti commerciali che sono nelle nostre case destinati alla bellezza, alla pulizia personale o della casa, al giardinaggio, sui farmaci, sui carburanti.  Utilizzando le informazioni trovate sulle etichette, gli studenti hanno tradotto in inglese la composizione chimica o il principio attivo dei vari prodotti.

 

Un contatto realizzato con un collega olandese conosciuto durante il corso d’aggiornamento ci ha convinto che fosse molto simpatico scambiarci fotografie e presentazioni dei gruppi. È stato molto divertente fotografarci mentre si lavorava in laboratorio!  Di nuovo in inglese i ragazzi si sono presentati agli amici olandesi usando il Laboratorio di Informatica per inviare e-mail con foto e simpatici profili.

 

Esperienze e ricerche

Il progetto si compone dei seguenti percorsi e ricerche:

 

1. Ricerca dei prodotti chimici presenti nelle proprie case, utilizzati nella cosmesi, per la pulizia, nel giardinaggio, come carburanti, ecc.

2. Ricerca di informazioni sulla prima fabbrica italiana di fiammiferi non tossici fondata a Perugia e che brevettò l'uso di una pasta non fosforica.  Questa ricerca è stata effettuata attraverso l'archivio storico e l'intervista con un discendente dei fondatori, i Fratelli Purgotti.

3. Ricostruzione nel laboratorio di Chimica della procedura utilizzata dalle nostre nonne per fare il sapone: in Umbria veniva usato il grasso animale trattato con la cenere del camino.

4. Estrazione alcolica di aromi vegetali da limoni, salvia, menta.

5. Preparazione del sapone profumato

 

Conclusione

Posso dire di aver ottenuto grandi risultati sul piano della pubblicità alla Chimica.  Forse più importante per il Docente è la consapevolezza che la strategia adottata ha permesso agli allievi di costruire un’impostazione mentale che li aiuta a individuare i problemi della chimica e non solo. La costruzione del sapere realizzata attraverso questo progetto e le discussioni attorno ad esso hanno costituito un percorso rilevante per la formazione di persone che sanno guardarsi intorno, che sanno utilizzare gli strumenti cognitivi e che sono capaci di confrontarsi con gli altri.  Gli studenti hanno imparato a lavorare in equipe risolvendo tra loro i conflitti che questo a volte comporta: una buona preparazione alla vita reale.

 

Il corso di Chimica, che al liceo viene considerato pesante, attraverso questo progetto è diventato un'occasione di crescita del gruppo 'classe'.  Attraverso esperienze di laboratorio, interessanti, simpatiche e sempre condotte in modo rigoroso, gli studenti si sono appassionati, hanno imparato a conoscere la Chimica ed hanno raggiunto un livello di conoscenze soddisfacente.  Un'esperienza ben riuscita e ripetibile.

 

 

1. R. M. Felder, Active, Inductive, Cooperative Learning: An Instructional Model for Chemistry? Journal of Chemical Education, 1996, 73 (9), 832–836.