ORTI BIOLOGICI NELLA SCUOLA

 

Carmela D’Angelo, Carla Pacini, Aldo Marrocco

 

Nell’anno scolastico 1988/89 sono stati attivati 6 orti biologici in varie scuole della provincia di Pisa; vengono qui presentati gli obiettivi e le varie fasi dell’esperienza.  Alcuni anni fa, alla sezione di Pisa del WWF, è giunta una richiesta di collaborazione da parte di una scuola elementare, per la realizzazione di un orto nel quale mettere in pratica alcune tecniche di agricoltura biologica.  La richiesta fu accolta e da allora è iniziata una nuova esperienza che si sta gradualmente approfondendo ed estendendo ad altre scuole, soprattutto medie.  L’organizzazione del lavoro si è gradualmente consolidata, siamo ora in grado di proporre un adeguato schema operativo agli insegnanti.  L’esperienza consiste nella coltivazione di alcuni ortaggi (noi abbiamo scelto: piselli, fave, ravanelli, insalata, carote, cipolle) secondo alcune semplici tecniche di orticoltura da attuare nel giardino scolastico nell’arco di uno o più anni.

 

Obiettivi

1) Contatto con un certo tipo di ambiente naturale (l’orto), con valorizzazione della manualità e delle capacità pratico organizzative, rispetto ad una didattica troppo spesso solo teorica e verbale.

 

2) Messa in atto di sistemi di coltivazione alternativi rispetto a quelli convenzionali, da cui può scaturire la puntualizzazione dei problemi ambientali connessi: per esempio inquinamento del suolo e delle falde acquifere, riconversione dei terreni agricoli, alimentazione naturale.

 

3) Indicazioni per eventuali sbocchi professionali, non escludendo la collaborazione di organismi territoriali.

 

4) Possibilità di attuazione come unità didattica, pluridisciplinare.

 

Fasi dell’esperienza

a) Conversazione preliminare in classe degli alunni con un esperto (nel nostro caso era un socio del WWF), sul progetto da attuare: basi teoriche, aspetti organizzativi.

b) Scelta del terreno da coltivare, situato possibilmente nel giardino della scuola, o messo a disposizione da strutture pubbliche, o privato.

c) Preparazione del terreno con l’utilizzo di attrezzi comuni (almeno 2 zappe, 2 vanghe, un rastrello).  La preparazione del terreno comprende lo scasso, la concimazione organica e la pacciamatura con paglia che rappresenta una delle tecniche caratteristiche dell’orticultura biologica.

d) Semina, secondo uno schema di consociazioni favorevoli.

e) Pratiche colturali durante la crescita delle piante: Annaffiatura, diserbo manuale, disposizione dei sostegni per piante rampicanti, preparazione ed uso, se necessario, di un antiparassitario naturale, fatto con erbe selvatiche o altro.

f) Raccolta dei prodotti ottenuti.

g) A completamento dell’attività e prevista anche una visita ad una fattoria biologica.

 

Considerazioni generali

Il lavoro si svolge per piccoli gruppi di 3-4 alunni che si alternano nell’orto, mentre gli altri restano in classe pertanto è necessario che l’insegnante che ha programmato questa attività abbia un collaboratore adulto, ad esempio un collega, o un socio delle Associazioni Naturalistiche, o un dipendente della pubblica amministrazione.  È bene che almeno uno dei due abbia una seppur modesta esperienza, ma soprattutto occorrono motivazione ed entusiasmo.  Sarebbe bene programmare almeno 30 ore di compresenza con il collaboratore durante l’anno scolastico.  Possibilmente si effettuano le semine entro la fine di febbraio, per raccogliere i prodotti entro la fine di maggio-inizio giugno.  Per quanto riguarda i costi, sia gli attrezzi, che la paglia ed il concime organico possono essere facilmente reperiti presso qualche agricoltore, eventualmente con l’aiuto dei ragazzi stessi, o talvolta, forniti gratuitamente da strutture pubbliche.  Se acquistati il loro costo per un orto di circa 20 mq., è orientativamente così suddiviso:

– 2 mq. di paglia ed 1 mq. di concime organico £.70.000.

– Semi £. 5.000.  Forse merita ricordare che in alcuni Paesi Europei, ma anche in Italia (per es. Padova), queste attività sono assai sviluppate e da diversi anni, grazie alla collaborazione della Pubblica Amministrazione, la quale mette a disposizione: terreni, fondi, personale e mezzi.

 

Conclusioni

Al suo terzo anno di attività, il progetto relativo agli orti biologici è stato portato avanti in stretta collaborazione con la sezione pisana del WWF.  Nella sola provincia di Pisa, coinvolge attualmente sei classi tra elementari e medie, con esiti molto incoraggianti.  I ragazzi hanno risposto entusiasticamente e, in alcuni casi, l’esperienza è stata utile all’integrazione degli alunni handicappati.  Gli insegnanti coinvolti hanno iniziato ad incontrarsi e, proprio da questi scambi di idee, è sorta l’esigenza di un approfondimento del tema di un maggiore coordinamento tramite la proposta dell’esperienza ad altri colleghi e anche a quelli tra loro che già stanno portando avanti isolatamente esperienze parallele.  Per questo è in programma una serie di incontri essenzialmente pratici, curati dal WWF (sez. di Pisa), con gli insegnanti interessati per realizzare un orto-pilota; qui si potranno apprendere semplici tecniche di orticoltura biologica, replicabili in seguito nella scuola.  Si tratta di 6 incontri della durata di 2 ore ciascuno distribuiti nell’anno scolastico con inizio nell’ottobre ’89, e che si terranno in un oliveto nei pressi di Asciano Pisano.  È intanto disponibile un opuscolo informativo sugli orti scolastici, e qualche libro sull’orticoltura biologica.  Per informazioni rivolgersi al WWF, sez. di Pisa, Tel. 050/28302 oppure 050/542279.

 

 

Pubblicato originariamente su Naturalmente, 1989, 2 (3), 7.