ITINERARI NATURALISTICO-DIDATTICI.

Migianno San Rossore Lago di Massaciuccoli

 

Andrea Romè

 

Introduzione

Questo Parco, istituito dalla Regione Toscana nel dicembre 1979, è eterogeneo e composito e subisce la pressione antropica della città di Pisa e dei centri minori come Tirrenia, Marina di Pisa, Torre del Lago, Massaciuccoli e in parte anche di Viareggio, ciò nonostante rimangono notevoli valori naturalistici e paesaggistici che vanno conservati e difesi in attesa di una prossima migliore gestione del territorio.  Questo Parco comprende da sud a nord la zona di Tombolo e Coltano, San Rossore, Migliarino, Macchia Lucchese, e lago di Massaciuccoli.  Alcune zone sono sempre chiuse al pubblico (come quelle militari di Tombolo), altre sono sempre accessibili e altre ancora sono visitabili in tempi e modo prestabiliti o determinabili a seguito di accordi con la direzione.  Per visite scolastiche o di gruppi è opportuno, in certi casi indispensabile, mettersi in contatto con l’Amministrazione del Parco i cui uffici si trovano in via C. Battisti, 10 a Pisa, tel 050/43512-23739.

 

Ambiente, flora, fauna

In una successione un po’ ideale e molto schematica dalla costa verso l’interno troviamo mare, arenile, dune, stagni costieri salmastri o d'acqua dolce, bosco, lame boschive, palude e lago; vi sono inoltre campi coltivati, zone antropiche, fiumi, canali.  Il mare non è compreso nel parco e presenta interesse quasi esclusivamente turistico nel periodo della balneazione; inoltre ci sono problemi di inquinamento più o meno gravi e rilevanti nella zona di Calambrone, alla foce dell’Arno e a quella del Serchio.  Tuttavia nel periodo tardo autunno-invernale si possono osservare diversi uccelli in sosta oltre ai sempre presenti gabbiani.  Cormorani e Svassi maggiori sono regolarmente svernanti e non è raro osservare anatre marine come Edredoni, Orchetti e Orchi marini e a volte le spettacolari Sule.  In primavera si possono osservare in pesca tutti i luridi più piccoli e in particolare il Beccapesci e il Fraticello.  L’arenile è molto degradato principalmente per la presenza degli stabilimenti balneari e dove questi non ci sono, come a San Rossore e a Marina di Vecchiano, sono presenti rifiuti solidi in parte biodegradabili come tronchi di legno e pezzi di canna o in parte no, come oggetti di plastica in gran numero.

 

La spiaggia e stata "liberalizzata" ed è sempre accessibile, per cui anche le zone meno antropizzate non presentano grande interesse naturalistico, ma durante le migrazioni si incontrano frequentemente Voltapietre, Beccaccia di mare, Occhione anche nidificante, Piovanelli di diverse specie e occasionalmente altri limicoli in cerca di cibi.  Le dune sono state quasi ovunque spianate e dove sono rimasto hanno subito un notevole arretramento a causa della mancanza di vegetazione che possa frenare i venti.  A San Rossore da alcuni anni sono state costruite delle baracche artificiali per "fermare" le dune e consentire la colonizzazione alla vegetazione pioniera costituita da Amofilla, Cokile, Eringio e Soldanella.  Dove rimangono e cioè a nord del Fiume Morto fino al Serchio, sono veramente belle e interessanti.  Gli stagni salmastri e d'acqua dolce o lame esterne si trovano tra l'arenile o le dune e il bosco e sono presenti, dopo le bonifiche idrauliche e altre opere antropiche, soltanto a San Rossore a nord della foce dell’Arno, anche se alcune pozze e stagni temporanei si possono trovare anche nelle altre zone.  Negli ultimi anni si è assistito ad un preoccupante degrado, ad una progressiva diminuzione per mancanza d’acqua e forse e forse ad un interramento per crescita di canne, tuttavia, l’interesse naturalistico è elevato soprattutto per lo svernamento degli anatidi, sia anatre che oche, e per la sosta durante la migrazione primaverile e in parte quella autunnale di molti uccelli acquatici come Ardeidi, Fenicotteri, limicoli di moltissime specie, falchi della palude e i passeri formi "di canna".  Il bosco è spesso degradato o artificiale per la presenza di pini che, pur costituendo la vegetazione prevalente, sono stati introdotti dall’uomo.  La foresta subatlantica originaria, presente con pochi residui qua e là in tutte le zone del Parco, è caratterizzata da un succedersi di dune e interdune o lame fossili e quindi zone asciutte alternate ad altro umide.  Nelle prime le piante tipiche sono il leccio e la quercia, mentre nelle seconde le tipiche essenze sono il frassino, l’ontano e il pioppo bianco.

 

Tra le piante del sottobosco particolarmente interessante è la Periproca greca, una liana relitto di un periodo passato con clima più freddo e umido; vi sono poi molle specie tipiche della macchia a sclerofille o mediterranea, tipicamente presente più a sud.  La fauna del bosco è caratterizzata da daini, cinghiali, conigli selvatici, scoiattoli, ghiri e volpi tra i mammiferi, poiane, picchi verdi, picchi rossi, colombari, taccole, gruccioni, ghiandaie marine, upupe e piccoli uccelli silvani come cince, criccioli, capinere e pettirossi.  Il lago di Massaciuccoli è un bacillo d’acqua dolce naturale comunicante con il mare mediante chiuse; è circondato da un palude attualmente quasi tutta a nord del lago, essendo stata bonificata la parte a sud.  La vegetazione palustre è formata in prevalenza da canne, ma ci sono anche molti giunchi e falaschi.  Scarsa la vegetazione arborea ripariale formata da Salici. Pioppi e Ontarli.  Di notevole interesse la fauna avicola comprendete Strolaghe, Svassi, Anatre, Aironi, Garzette, moltissimo spocie di trampolieri e limicoli, Gabbiani, Folaghe e altri rallidi, Falco della palude, Falco pescatore, Migliarino di palude, Pendolillo, cannareccione e altri passeriformi.  I campi coltivati, dove non è consentita la caccia, sono zone importanti per lo svernamento della Pavoncelle e dei Pivieri e per la sosta di tutta l’avifauna.

 

Itinerari

La direzione del Parco ha predisposto alcuni itinerari liberi o con guida ad essa è sempre opportuno rivolgersi per avere chiarirnenti, informazioni e sapere i vincoli esistenti, comunque ecco alcune indicazioni.  La zona di Coltano è sempre accessibile e presenta interesse per la presenza di boschetti di leccio di alcuni alloreti spontanei.  La fauna annovera lepri, fagiani e molte altre specie di uccelli.  In Tombolo vi sono due zone militari, Camen e Camp Darby, chiuse al pubblico, mentre il resto è liberamente accessibile a piedi, a cavallo o in bicicletta seguendo i vari sentieri.  Interessanti i diversi boschi tra Camen e Tirrenia e tra Camp Darby e Tirrenia e quello più a sud che termina vicino al canale dei navicelli, ma quello in assoluto migliore è il bosco dell’Ulivo tra la ferrovia Pisa-Livorno, l’Aurelia e il canale Fossa Chiara.  San Rossore è aperto al pubblico la domenica e i festivi limitatamente a un piccolo tratto.

 

Interessanti la zona del Paduletto situata dietro l'ippodromo e il bosco tra i due ingressi.  Per visitare le altre zone bisogna accordarsi con la direzione del Parco o con la direzione della tenuta; interessante una visione d’insieme, i boschi e le lame interne ed esterne.  Nella zona di Migliarino è liberamente visitabile la foce del Serchio e il suo ultimo tratto, l’arenile di Marina di Vecchiano e un piccolo tratto di bosco dietro alla foce del Serchio.  La Macchia di Migliarino è visitabile previo accordo con la direzione del parco che consente l'accesso dal cancello del Troncolo per un sentiero che conduce al Fiumaccio, un’interessantissima lama interna e alla palude dell’Ugnone, altra zona umida molto interessante attraverso un bosco molto bello.  Altra possibilità è un percorso che inizia lungo la vecchia Aurelia dall'Immaginetta e percorre tutto il bosco.  La Macchia Lucchese è liberamente visitabile a piedi o a cavallo partendo da Viareggio, stadio dei Pini o viale Europa, dalla Marina di Torre del Lago o da uno dei vari ingressi situati lungo il viale dei Tigli.

 

La direzione del Parco ha predisposto due sentieri particolarmente interessanti.  Il lago e la palude di Massaciuccoli sono liberamente visitabili con un natante; l’ideale è il tipico barchino con fondo piatto a motore o a remi, ma ci sono anche barconi a motore da 40 o 50 posti che partono da Torre del Lago.  A Massaciuccoli è stato organizzato un percorso con passerella di legno nel canneto che conduce ad alcuni osservatori sul lago in una rientranza chiamata chiarone.  Le visite a questo parco si possono fare in ogni periodo dell’anno, ma i momenti migliori sono l’autunno o la primavera, quando si può osservare l'avifauna migratoria o svernante o seguire i cambiamenti della vegetazione.  Raccomandabile un buon binocolo, vestiario adatto, alcune guide da campo per il riconoscimento di flora e fauna e macchina fotografica con un teleobiettivo da 400 millimetri.

 

 

Pubblicato originariamente su Naturalmente, 1990, 3 (2), 13-14.