LA FORMAZIONE SCIENTIFICA DEGLI STUDENTI NON DESTINATI A DIVENTARE SCIENZIATI

 

Joseph J. Lagowski

Department of Chemistry and Biochemistry, The University of Texas at Austin,

Austin, TX 78712

jjl@mail.cm.utexas.edu

 

Numerosi studi hanno documentato il livello pietosamente basso del grado di istruzione nelle scienze dei laureati in molti paesi.  Troppi laureati ─ futuri cittadini nelle società democratiche che sono sempre più dipendenti dalla scienza e dalla tecnologia ─ non riescono a capire neppure gli articoli più semplici relativi a notizie scientifiche.  Hanno difficoltà a distinguere la radiazione nucleare dalla radiazione UV; gli atomi dalle molecole; la potenza dalla forza; la risonanza magnetica (nucleare) dalla radioattività.  Evidentemente, se la società moderna vuole continuare a operare sul principio di un elettorato informato, il nostro sistema educativo deve fare un lavoro migliore nei riguardi dell’istruzione di quell'elettorato.  Se ciò non avvenisse, le decisioni importanti e di ampia portata saranno nelle mani di poche persone tecnicamente competenti, che formeranno una specie di clero scientifico.  Non abbiamo bisogno di più specializzati nella scienza, abbiamo bisogno di specializzati non destinati alle materie scientifiche, che siano meglio informati sulle materie scientifiche e che rappresentano la stragrande maggioranza dei nostri cittadini futuri.  La maggior parte dei cittadini non ha bisogno di conoscere come sintetizzare un superconduttore o ordinare una proteina in sequenza.  La maggior parte dei cittadini ha bisogno dei concetti di base per capire la scienza nel suo contesto giornaliero con la tecnologia.  Questo genere di comprensione ha due componenti di base: una comprensione di come gli scienziati prendono le decisioni ─ come la scienza funziona ─ e una discussione dell'importanza dei risultati delle scoperte scientifiche nelle nostre vite ─ la maniera in cui la scienza è stata tradotta in tecnologia ─ così come l'importanza di questa tecnologia nella nostra vita moderna.

 

Per il futuro della società moderna, è di importanza fondamentale che gli scienziati praticanti di base sviluppino corsi che miglioreranno il grado di istruzione scientifico dei laureati di primo livello.  Alcune università già richiedono uno o due corsi (o aree di studio) di materie scientifiche per i specializzati non destinati alle materie scientifiche.  Tali requisiti costituiscono un buon punto di partenza.  La domanda centrale riguarda il contenuto dei corsi progettati per gli studenti non destinati alla formazione scientifica.  Tali corsi potrebbero tentare di comunicare uno di due messaggi di base (vedi sopra).  Un percorso potrebbe essere di dover sviluppare un apprezzamento per il processo scientifico ─ come funziona la scienza ─ e gli elementi necessari per rendere attendibile il lavoro scientifico.  Questo metodo potrebbe essere utilizzato nel contesto di ciascuna delle scienze di base poiché tutte utilizzano lo stesso processo.  Ciascuna dipende dall'accumulazione di evidenze e dalla formulazione di un insieme di ipotesi internamente consistenti, quali la natura particellare della materia, il processo di evoluzione, o la natura dei fenomeni elettromagnetici.  L’importante in tali metodi è il riconoscimento delle ambiguità e la maniera in cui tali ambiguità sono risolte, ovvero, col progetto di esperimenti adatti e dalle evidenze raccolte da queste prove.  Un tal metodo può essere formulato da scienziati che praticano la disciplina, in una varietà di materie compresa la chimica.  Un corso di base di scienze sviluppato per gli studenti non destinati a diventare scienziati, usando questo metodo dovrebbe tendere a sviluppare i processi delle scienze e l'idea che ciò che conosciamo può cambiare di fronte alle evidenze portate da nuove prove.

 

L'altro approccio potrebbe essere la creazione di corsi destinati a dare risalto alla base scientifica nella soluzione di problemi importanti che si pongono agli odierni cittadini, quali la sistemazione dei rifiuti nucleari e l’accesso all’acqua potabile.  In un certo senso, questo metodo è tra i due il più pratico per la persona media perché tratta degli argomenti che hanno maggiore probabilità di influenzare direttamente le loro vite e, pertanto, per provocare almeno un interesse ancorché passeggero nelle scienze.  Questo approccio richiede agli insegnanti di avere una visione più ampia, rispetto alla quale molti (forse, persino la maggior parte) scienziati non si sentirebbero troppo a loro agio; ma persone che hanno mostrato una capacità di imparare gli argomenti tecnici, come la maggior parte degli scienziati accademici, dovrebbe potere approdare a tali prospettive.  La chimica potrebbe essere il centro logico per le discussioni sui nuovi materiali, per esempio, che sono certamente importanti alla nostra società moderna.  Sembrerebbe che l'argomento della chimica potrebbe essere un veicolo utile per aiutare la gente ad apprezzare l'importanza di questa disciplina nelle loro vite, in modo in modo simile alla maniera per la quale ci aspettiamo che lo studio della letteratura fornisca la comprensione della loro esistenza nella società.  Questo approccio generale ai corsi di chimica per gli studenti non destinati a diventare scienziati fornirebbe agli allievi un contesto giorno per giorno per apprezzare l'importanza della scienza nelle loro vite e di una maniera per pensare alla scienza.  E si spera inoltre di assicurare che questi allievi avranno delle basi scientificamente orientate per prendere le decisioni future.

 

La sfida è chiara.  Chi aprirà la strada?

 

Pubblicato originariamente in:

Chemical Education International Vol. 1 No. 1, 2000

online at <http://www.iupac.org/publications/cei/vol1/0101x0006.html>

 

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