IMMAGINI DELLA SCIENZA

 

Marica Terzi

 

Interessati a conoscere l’atteggiamento emotivo nei confronti delle scienze di alunni che si apprestano a seguire il nostro corso, abbiamo pensato, per il secondo anno consecutivo, di distribuire nelle prime (totale 154 alunni) un questionario dal titolo "Immagini della scienza"; non secondario per noi era individuare le rappresentazioni mentali, cioè le immagini che i nostri alunni hanno della scienza e degli scienziati.  Le domande sono:

 

1) Quali sentimenti e quali riflessioni provoca in te la scienza?

2) Di che cosa si occupano gli scienziati?  Quali sono gli scopi della ricerca scientifica?

3) Quali caratteristiche ritieni essenziali per essere scienziato?

4) Hai mai pensato alla possibilità di diventare scienziato?  Sia in caso di risposta affermativa che negativa spiegane le ragioni.

5) È possibile considerare l'attività degli scienziati una "professione" come le altre?

 

Volendo inoltre sapere da dove abbiano tratto un aiuto nella costruzione delle loro "immagini" della scienza, abbiamo aggiunto una sesta domanda:

 

6) Come hai vissuto l’insegnamento delle scienze nella scuola da cui provieni?  Pensi abbia contribuito alla tua crescita intellettuale, oppure no?  Spiega.

 

Riporto, riferendo le loro stesse parole, gli atteggiamenti emotivi espressi.

 

Paura

La scienza per me è qualcosa di buono che però può sempre ribellarsi, una specie di Giano bifronte con una faccia benevola e l’altra purtroppo malevola; ora, riflettendo, lo scopo degli scienziati è cercare il modo di tenere il volto di Giano rivolto benevolmente a noi.  La scienza provoca in me sentimenti di timore, se penso alla scienza solo dal punto di vista negativo, ossia scoperte applicate in modo totalmente incosciente da scienziati che lavorano solo a fini lucrativi.  La riflessione che mi fa venire in mente la parola "scienza" è: Potremo mai rivedere la terra come quella di 50-60 anni fa?  Il mondo è cambiato in peggio: inquinamento, buchi nell’ozono ...  Bisogna assolutamente trovare un rimedio per quei buchi nell’ozono nel Polo Nord e Sud, perché bisogna trovare un rimedio al più presto possibile per il futuro dei nostri figli.  La soluzione contro i buchi dell’ozono è dare più fondi e spenderci più tempo.  La scienza mi fa paura perché è in grado di fare cose sugli esseri viventi che sono orribili solo a parlarne, è in grado di fare esseri tutti uguali, tutti intelligenti o menomati, far nascere un maschio o una femmina a piacere, fecondare gli ovuli in provetta ecc. ...  Mi ha colpito un’impresa nel campo della genetica, quella che prevede, al momento del concepimento, la scelta dei caratteri fisici dello zigote: un po’ come fare un robot!  È una cosa molto fredda, invece dovrebbe essere fatta con tanto amore.

 

Ribellione

La scienza dovrebbe contribuire alla crescita intellettuale e morale degli uomini, non creare strumenti di morte, ma di pace.  Dovrebbe darsi dei limiti e rispettarli, rispettando la vita e la natura.

 

Fascino

La scienza mi ha sempre affascinato e incuriosito avvolgendomi in un’atmosfera molto piacevole.  Mi provoca interessamento, stupore.  È qualcosa di magico, che ci avvolge completamente e di conseguenza è vitale. Mi dà anche il senso di essere piccoli di fronte al mondo.  La scienza provoca in me sentimenti di emozione, curiosità; è una scatola senza fondo!  Mi dà una strana sensazione: di "immenso" e di "incognito".  La scienza mi affascina perché se penso che neppure cento anni fa nelle case non c’era né acqua né luce, non esisteva la TV, il computer e l’orologio al quarzo ...  Mi affascina e al tempo stesso mi fa paura, perché so che per ogni porta che si apre ci sono altre centinaia di porte da aprire ognuna con dietro tantissime porte ...

 

Sicurezza

Mi dà sicurezza ... È un sapere incontestabile, universale.

 

Curiosità perché la scienza è mistero

Mi provoca sentimenti di attrazione, soprattutto perché questo campo mi è molto oscuro.  Gli scienziati si occupano di cose misteriose, cioè che non sappiamo ancora spiegare: sono una specie di maghi del XX secolo.  La scienza è mistero ed è quello che incita gli scienziati a risolverlo, come la passione per l’enigmistica, ma la soluzione non è voltando pagina.

 

Di cosa si occupano gli scienziati

A poco a poco mi sto formando una limitata ma buona conoscenza su ciò che vuol dire scienza e tutte le sue derivanti.  Secondo me gli scienziati si occupano di varie cose che rimangono, naturalmente, nel campo della ricerca scientifica.  Di solito gli scienziati sono visti come uomini con grandi poteri ed invece sono uomini normali che hanno una grande passione per la ricerca e per elaborare nuovi macchinari più efficienti.  In poche parole gli scienziati cercano di migliorare (alcuni peggiorano, ma questi sono casi limitati) la vita sulla terra e le conoscenze umane, per rendere l’uomo più perfetto e più coscienzioso.  Gli scienziati devono anche sapere di quanto pende la Torre di Pisa l’anno.  Scopo scientifico di rilevante importanza è quello nel campo della medicina, contro la peste del 2000, l’AIDS, che uccide anche persone innocenti.  Gli scienziati si occupano del progresso, cioè cercano di fare nuove scoperte e nuove invenzioni che servono all’umanità: è grazie a loro se al giorno d’oggi siamo così sviluppati.

 

La ricerca scientifica si occupa della messa a punto di nuovi armamenti.  La scienza studia la natura e i suoi.  Ha scopi ecologici (scoprire le cause dell'inquinamento, prevenirlo e combatterlo), ha scopi farmaceutici (trovare nuove medicine per combattere malattie), ma ha anche scopi peggiori, come progettare bombe.  Scopo della ricerca scientifica è permettere alla razza umana di "sopravvivere " nel tempo.  Scopo della ricerca scientifica è migliorare la nostra salute, è inventare nuovi vaccini per prolungare la vita dell’uomo.  Gli scienziati cercano sempre un miglioramento e per questo dobbiamo ringraziarli.  Gli scienziati sono studiosi la cui meta è quella di scoprire e studiare i misteri dell'ambiente circostante, umano e non.  C’è uno scopo che considero prevalente sugli altri, la probabilità che esistano altri esseri viventi, oltre alla specie terrestre, che esista un altro mondo dove persone extraterrestri vivono e si riproducono.  Vengono fatte ricerche scientifiche anche su questo fenomeno, infatti vengono realizzate spedizioni nello spazio, al di là della atmosfera terrestre.

 

Il vero scopo della ricerca scientifica è questo: ad ogni domanda, una risposta.  Scopo della ricerca è riuscire a stabilire quali sono gli esseri più evoluti e meglio adatti ad un certo tipo di vita e di ambiente.  Mi ha colpito l’impresa di Darwin che, partito sul Beagle, notò che nelle isole Filippine regnavano gli uccelli di qualunque specie e capì che ciò avveniva perché non vi era stata nessuna lotta per la sopravvivenza e da quella semplice intuizione sviluppò la sua famosissima concezione.  Gli scienziati si occupano di studiare le piante per vedere come si comportano.

 

Di cosa dovrebbero occuparsi

Gli scienziati dovrebbero preoccuparsi di non sconfinare in cose quali l’ingegneria genetica, fonte di mostruosità innaturali, o l’energia nucleare, mezzo di distruzione; dovrebbero (e spero si stiano occupando di) creare le fondamenta per un mondo migliore.  Si deve volgere la scienza al servizio e non contro l’uomo.  Certamente la ricerca scientifica non è sempre stata al servizio dell’umanità, ma certe volte è diventata un mezzo di autodistruzione Testate nucleari).  Dovrebbe cercare energia più pulita, facilmente sfruttabile energia solare, eolica, quella delle maree e delle biomasse.  Secondo me la ricerca che aiuterebbe maggiormente l’uomo è quella di trovare un pianeta qualsiasi abitabile o da rendere tale in modo che l’uomo possa emigrarci una volta che la terra diventasse inabitabile.  Gli scienziati per l'inquinamento dovrebbero correre ai ripari limitando l’evoluzione della scienza.  Secondo me quello che dovrebbe prevalere è lo studio di se stessi, la ricerca dell’io; anche questo per me è una ricerca scientifica.

 

Come devono essere gli scienziati

Gli scienziati devono avere le seguenti caratteristiche: la piena convinzione di quello che fanno, tenacità, coraggio per sobbarcarsi di responsabilità molto pesanti, curiosità, intelligenza superiore, cultura specifica, capacitò di capire gli eventi ed i fatti, prontezza di riflessi e sangue freddo.  Per diventare scienziati bisogna avere un’intelligenza nativa, ma però anche se un certo tipo non è nato con questa, con l’andar del tempo, se ha una grande passione, diventerà uguale a quello che gli è stato donato questo pregio.  Lo scienziato deve avere determinazione, forza d’animo, deve essere preciso, metodico e anche testardo.  Deve avere ardire, pazienza, umiltà e umanità, buona preparazione, e anche molta fortuna; responsabilità, coscienza del modo di utilizzare le nuove scoperte non esse corruttibile, tipo gli scienziati che vendono la loro scoperta fini bellici; non darsi mai per vinti.  Lo scienziato deve avere la voglia di scoperto e la magi, ne, abilità nel pensare e nel creare progetti  Uno scienziato deve essere perseverante e deciso, e non trascurare la religione.  Deve avere un carattere votato verso il prossimo altrimenti è difficile che diventi scienziato.  Gli scienziati devono essere assetati di sapere.  Devono avere un cervello in grado di racchiudere dentro moltissime materie scientifiche.

 

Vorrei diventare scienziato

Mi piacerebbe entrare nel mondo della scienza: dà la possibilità di rendersi utile all’umanità.  Mi spaventa però perché è carico di responsabilità.  Più che a diventi re scienziato pensavo a diventare un vero "pioniere del progresso": sogni di bambino che, se non può esser Superman, vuole essere Batman! Però ... mi affascina diventare scienziato.  Ho pensato di diventare scienziato perché secondo m agli scienziati piace molto il loro lavoro dato che posso no scoprire cose nuove e diventare così molto famosi non svolgono sempre le solite mansioni come un mano vale, ma continuamente cambiano programma.  Questa domanda mi manda sulle spine! io molto spesse penso di diventare Scienziato, ma so che non è un' professione, che non va fatto per i soldi e per la fama, mi per il mondo e per i nostri fratelli.  A me piacerebbe, me non sono sicuro se riuscirò ad astenermi da quei due fattori (soldi e fama) cui solo pochi riescono a rinuncia re.  Più che ci penso più questo sogno si allontana: i perché sarà che ancora non so cosa vuoi dire "scienza".

 

Considero l’attività degli scienziati un lavoro come gli altri (infatti vanno in pensione), ma se volto a fini particolari può essere dannoso all’umanità e non contribuire al progresso.  Devo dire, da quanto ho visto alla TV, che mi piacerebbe diventare scienziato: il mondo mi sembra totalmente sbagliato e ha bisogno di qualcuno che cominci a capire gli errori che l’umanità commette e a porvi rimedio.  Ho sempre pensato di fare lo scienziato in quanto mi piace molto lo studio dei cani: in un futuro avrei fatto il cinofilo, ma poi ho deciso di no perché in Italia non ci sono le attrezzature adatte.

 

Non voglio diventare scienziato

Mi piacerebbe diventare scienziato, ma ho altre cose per la testa; voglio diventare dentista, perché sono un tipo con poca fantasia inventiva.  Non penso di diventare scienziato, perché ritengo di non essere la persona adatta a studiare la vita scientifica e perché non ho la dovuta pazienza per le varie sperimentazioni.  Pensavo di diventare scienziato quando ero molto piccola, perché vedevo nello scienziato un pazzo e questo mi attirava molto oggi le cose sono cambiate.  Preferisco un lavoro più ricco di valori umani: voglio diventare ostetrica.  Da piccola pensavo di diventare scienziata perché pensavo che tutto fosse possibile; oggi no, vedo lo scienziato come un essere a sé.  Non ho mai pensato di diventare scienziato per il semplice fatto che penso che questo lavoro sia duro: devo studiare, capire, provare; questo per me non è il giusto modo di vivere.

 

La scuola ha contribuito?

Alle medie ci siamo limitati ad un meccanico studio del testo, mai accompagnato da verifiche sperimentali; pertanto l’insegnamento delle scienze non ha contribuito alla mia crescita intellettuale nella misura in cui sarebbe stato lecito aspettarsi o magari pretendere da insegnanti e dallo Stato che dovrebbe fornire alle scuole un minimo di strumenti.  Non credo che questa materia abbia contribuito molto alla crescita intellettuale della mia persona; ha risposto a qualche interrogativo che mi ponevo, non alla maggior parte.  Alla scuola media ho studiato le scienze secondo tre tappe, e ogni tappa era rappresentata da un libro.  Nelle scienze delle medie il mio prof. non curava molto questa materia, però mi impegnavo e penso che me ne intendo un po' di più e questo mi dà un po’ di sicurezza.  Nella scuola media le scienze, se l’alunno non si impegna a studiarle per conto suo a casa, non saprebbe nemmeno cosa volessero dire, perché la prof. "mirava" a fare solo matematica.  Ho vissuto l’insegnamento delle scienze molto sinteticamente e questo non ha contribuito alla mia crescita intellettuale.  Ogni volto che ascolto allo TV di nuove scoperte scientifiche mi rendo conto di quanto sono rimasto indietro ...

 

Commenti ... amari

Quali sono le rappresentazioni mentali, le immagini appunto che i nostri alunni hanno della scienza?  Forse abbiamo preteso troppo, ma qui di immagini della scienza che corrispondano alle attese non ce no è nemmeno una, fatta eccezione per quella che mette in relazione la scienza con la "crescita intellettuale degli uomini" o l’altra dove la scienza coincide con "un sapere universale".  Sono però immagini sbiadite, poco vive, sembrano solo parole dietro cui non c’è rappresentazione.  Per il resto la scienza è distorta: è un servizio per togliere i mali (AIDS, vecchiaia), per tappare i buchi nell’ozono, per fabbricare macchinari più efficienti, anche TV e orologi al quarzo.  Gli scienziati sono missionari perché non cercano né soldi né fama, ma appunto "sono al servizio dei propri fratelli"; a volte, con un salto indietro di parecchi secoli, gli scienziati sono maghi e la scienza è magia.  Questo non avrei voluto leggerlo: ha ragione uno di loro quando in un momento di riflessione sgomenta dice: "Mi accorgo di quanto sono rimasto indietro"; peccato però che se ne accorga guardando la TV, perché ai suoi compagni che la guardano più assiduamente non ha fatto molto bene, ne hanno tratto appunto le convinzioni espresse in questo questionario.

 

Confondono pertanto scienza e industria, scienza e tecnologia, potere della scienza e potere economico e potere delle altre istituzioni; subiscono il potere dei mezzi di informazione senza rendersene conto e vorrebbero mettere un bavaglio alla scienza ("deve darsi dei limiti e rispettarli").  Questa che abbiamo letto non è scienza, o forse è la scienza divulgata dai mass-media.  La scuola è assente, nel senso che, al compito di " fare cultura", nei primi 8 anni non ha dato risposta; sembra, ma l’indagine è ancora in corso, che anche gli alunni di terza liceo scientifico esprimano, in un italiano più corretto nella forma, lo stesso tipo di contenuti: sappiano cioè che la scienza è quello che non è: non è industria (bellica, chimica, elettronica), non è inquinamento, non è fabbrica di mostri, non è tecnologia.  La scienza è indagine e rappresentazione del reale, è un processo cognitivo e come tale ha valore; è impresa collettiva degli scienziati, ma diventa patrimonio di tutti: è quindi cultura.  E nella scienza che diventa cultura sta tutto il suo potere.  Noi insegnanti questo lo sappiamo, ma non lo diciamo ai nostri alunni, non li aiutiamo a costruirsi l’immagine giusta della scienza.

 

Mi rendo conto che è un lavoro difficile ed anche lungo, ma va incominciato, perché lo sconforto che in alcuni casi i ragazzi esprimono dimostra il desiderio di "avere risposte ai loro interrogativi" e sappiamo che la scienza di risposte può darne molte; sono risposte che possono placare le loro paure, togliere loro l’ansia ... di emigrare su un altro pianeta.  Li lasciamo nella confusione che la scienza è progresso, e progresso è robot e orologi al quarzo, cioè consumismo.  Talvolta rafforziamo "valori televisivi" di scienziati-Superman che hanno fatto la grande scoperta, così, da soli, perché non sottolineano il contesto culturale nel quale alcune pur felici intuizioni si son potute formulare, e più spesso il lavoro di tanti ha potuto dare interpretazioni nuove: sono interpretazioni diverse di una stessa realtà, è bene non farne gerarchie.  Perdiamo la possibilità di indirizzare le loro ribellioni verso l’obiettivo giusto, verso chi vuole le armi chimiche e atomiche, chi sceglie di farne uso e perché.  Li lasciamo credere che gli "scienziati si occupano di cose che naturalmente rimangono nel campo della ricerca scientifica", quindi che sono "esseri a sé", lontani; non apriamo loro un varco di accesso a questa forma di cultura, e lasciamo che l’assaggio dell’altra, quella umanistica, solletichi il loro gusto, li affascini poi, e resti l’unica cultura nella quale credono; nella migliore delle ipotesi diventeranno adulti convinti che le culture siano due, una con la c maiuscola e non valga la pena di integrarle.

 

Trascuriamo la loro esigenza di fare considerazioni etiche.  E pensare che sappiamo quanto proprio la scienza abbia contribuito a cambiare i valori morali.  Forse questo questionario che mette in luce i bisogni dei nostri studenti può suggerirci un tipo di risposta; valgono in proposito le parole di un’alunna, proveniente dalla Germania (Monaco): "Alla mia scuola media la scienza era presa molto sul serio: organizzavamo anche le così dette "mostre della scienza" dove chi voleva poteva presentare modellini di progetti diversi (energia idroelettrica, eruzioni vulcaniche, crescita di piante), in poche parole i prof. cercavano di presentarci la scienza come cosa di tutti i giorni.  Ritengo che la scienza abbia contribuito alla mia crescita intellettuale; l’ho interpretata come un mezzo per essere più vicini al mondo, forse un altro modo di ... comunicare."

 

 

Pubblicato originariamente su Naturalmente, 1991, 4 (2), 9-11.