IL LINGUAGGIO DELLA SCIENZA

ASPETTI PRATICI DI UN DISCORSO FILOSOFICO

 

Liliana Mammino

Dipartimento di Chimica, Università del Venda, Sud Africa

liliana@univen.ac.za

 

Tutte le discipline, così come tutte le aree di attività umane, nella ricchezza della loro diversità, hanno un proprio linguaggio.  Due filoni fondamentali contribuiscono a comporlo: quello che si lega all’assegnazione di nomi agli oggetti e fenomeni di rilievo per la data area (e che più specificamente viene chiamata terminologia) e quello che si origina dalle esigenze più immediatamente associate al modo di procedere (o metodo) tipico della data attività.  L’incidenza di ciascuno dei due filoni all’interno di un dato linguaggio dipende dalla natura dell’attività in questione.  Nel caso delle discipline scientifiche il secondo filone è così determinante che si fa praticamente riferimento ad esso quando si parla di linguaggio della scienza senza aggiungere la specificazione di una singola disciplina.  Le esigenze che lo caratterizzano sono riassumibili dai termini rigore, chiarezza, e semplicità, con quella di rigore nel ruolo principe, sia per il suo significato teorico, sia perchè conditio sine qua non per le altre due.

 

Tali esigenze costituiscono importanti ponti fra la scienza e altre aree.  L’esigenza di rigore, con la sua  stretta associazione al metodo, fa da tramite fra scienza e filosofia.  La realizzazione pratica delle esigenze stesse, esplicandosi soprattutto attraverso la scelta oculata delle singole parole e del modo di associarle per costruire frasi e discorsi, fa da ponte fra lingua e scienza.  L’attenzione multidirezionale implicita nel tener conto simultaneamente dei concetti specifici, degli aspetti del metodo, e del modo in cui essi si estrinsecano a livello di espressione, costituisce un formidabile strumento didattico, con risvolti importanti in termini di chiarimento dei singoli concetti da un lato, e in termini di armonizzazione e integrazione fra concetti e modo di esprimerli dall’altro.  Il significato formativo è ovvio e rende l’approccio particolarmente attraente in vista di due aspetti di fondamentale rilievo:

 

   il peso (ampiamente constatato) di componenti legate in qualche modo al linguaggio, nel quadro delle difficoltà che gli studenti provano nei confronti della comprensione di concetti, modelli e descrizioni [1,2];

  l’obiettivo di preparare specialisti capaci di un buon livello di riflessione autonoma e di creatività e, pertanto, capaci di servirsi del linguaggio come strumento essenziale di entrambe tali abilità.

 

Le opzioni pratiche per l’incorporazione, nel percorso didattico, di un’attenzione specifica al linguaggio della scienza possono variare ampiamente da una disciplina all’altra.  La presentazione e discussione di proposte concrete, anche se mantenuta a livello minimo, esulerebbe comunque dalle dimensioni del presente intervento.  Alcune proposte, soprattutto in riferimento a livelli educativi di base, sono incluse nei riferimenti bibliografici [3-8].  Vale peraltro la pena sottolineare che, in riferimento alla messa a punto di opzioni didattiche specifiche, questa è un’area relativamente nuova e, perciò stesso, offre ampia disponibilità di spazi all’elaborazione ed esplorazione di proposte e alla ricerca di innovazioni.  Ulteriori spazi in questo senso sono forniti dalla sua natura interdisciplinare, come area di incontro e intersezione fra discipline umanistiche e scientifiche.

 

In conclusione, il linguaggio della scienza costituisce allo stesso tempo un’area di ricerca filosofica, metodologica e didattica ricca di interessanti prospettive (anche in vista di risvolti interdisciplinari di ampio respiro) e uno strumento didattico le cui potenzialità, ai fini della chiarezza e completezza della comprensione concettuale, meritano indagini ed esplorazioni ad ampio raggio.

 

 

1. E. A.Castro, Escribir sobre quimica para aprender quimica, Panamerican Newsletters, 1995, 8, 8-9.

2. A. A Lahore, Lenguaje literal y connotado en la enseñanza de las ciencias, Enseñanza de las ciencias, 1993, 11, 59-62.

3. L. Mammino, Il linguaggio e la scienza, Società Editrice Internazionale: Torino, 1995.

4. L. Mammino, L’educazione al linguaggio della scienza (un problema di interdisciplinarita), Nuova Secondaria, 1995, 5, 84-86.

5. L. Mammino, Parole comuni nel linguaggio scientifico, Nuova Secondaria, 1996, 6, 76-77.

6. L. Mammino, L’analisi degli errori come strumento didattico (l’educazione al linguaggio della scienza). Nuova Secondaria, 1996, 10, 75-76.

7. L. Mammino, Il rigore, esigenza del linguaggio della scienza e strumento didattico, Scuola Viva, 1997, 8, 14-17.

8. L. Mammino, Il linguaggio della scienza, Iter, 2001, 10, 44-48.