ELEMENTI O SOSTANZE SEMPLICI?          UNA QUESTIONE DI TERMINOLOGIA

 

Claudio Giomini

Dipartimento ICMMPM, Via del Castro Laurenziano, 7, 00161 Roma

Claudio.Giomini@mail.uniroma1.it

 

E' tradizione suddividere le varie specie chimiche in sostanze elementari e sostanze composte, spesso abbreviando poi questi termini direttamente in elementi e composti.  Questa suddivisione è presente all'inizio di molti testi di chimica generale.  Le sostanze elementari sono quelle costituite da un unico elemento (ad es., He, Cl2, S8, il diamante), mentre quelle composte contengono più di un elemento (ad es., H2O, SiO2, NH4HCO3).

 

A parer mio, il termine 'sostanze elementari', o peggio ancora 'elementi', per designare specie chimiche poliatomiche, sia presentanti molecole costituite da un ben determinato numero di atomi (ad es.,O2, O3, P4, C60), sia costituenti strutture "infinite" mono–, bi–, o tridimensionali (ad es., zolfo plastico, grafite, metalli), è inadeguato e forse fuorviante, alla luce del fatto che, storicamente, si intendeva come elemento una sostanza non decomponibile in altre ancora più semplici.  Meglio sarebbe usare il termine 'sostanze semplici', che, nonostante il suo sapore un pò alchimistico, ben si contrappone alle 'sostanze composte'.  Il termine 'sostanze elementari' potrebbe forse esser mantenuto per specie chimiche con molecola monoatomica (ad es., gas nobili, vapore di mercurio, iodio ad alta temperatura), ma anche in questi casi, a mio parere, sarebbe meglio parlare di sostanze semplici, per le quali, a differenza di quelle composte, possono esistere molecole costituite anche da un solo atomo.  Sarebbe opportuno invece parlare di 'elemento' solo per intendere i vari nuclidi (isotopi) caratterizzati da uno stesso numero atomico, indipendentemente dalle caratteristiche degli atomi con cui eventualmente si trovino legati e dal tipo di struttura di cui facciano parte.

 

A mia conoscenza, in Italia, il termine 'sostanze semplici' è stato recuperato alla chimica dal prof. Mario Cardinali, della Facoltà di Farmacia dell'Università di Perugia, che lo ha adottato nel testo di Esercitazioni numeriche di chimica generale [1].  Divulgare questo termine e sostenerne l'uso può esser d'aiuto alla chiarezza nel linguaggio della chimica.

 

 

1. R. Andruzzi, M. E. Cardinali, I. Carelli, A. Trazza, Esercitazioni numeriche di chimica generale, Casa Editrice Ambrosiana: Milano, 1987.