L'APPRENDIMENTO NELLA SCUOLA ELEMENTARE. I.  IL RUOLO DELL'OSSERVAZIONE

 

Giovanna Battistuzzi Gavioli, Liliana Contaldi Majorin, Giulia Grandi

 

Nel linguaggio comune “guardare” è sinonimo di “osservare”; quindi in genere, si tende a confondere l’azione dell’osservare.  Mentre la prima è un’azione spontanea determinata da una sollecitazione della curiosità dell’uomo, la seconda deriva da una fase educativa finalizzata e gestita dagli educatori in  modo tale da insegnare ai ragazzi a cogliere l’essenza dell’osservato e capire le azioni che ad esso possono fare riferimento e da essa possono derivare.

 

Perciò il ruolo dell’osservazione nell’apprendimento è fondamenta le e le fasi dell’educazione all’osservazione devono seguire lo sviluppo psicologico del ragazzo.  Fissati, pertanto, gli obiettivi generali e specifici dell’apprendimento e scelti i contenuti delle singole discipline, l’educatore deve raggiungere i primi ed esaurire i secondi attraverso l’uso costante del metodo didattico basato sulla osservazione.  Quindi, fissati gli obiettivi specifici dell’insegnamento scientifico che nella scuola dell’obbligo possono in prima approssimazione così schematizzar si:

 

a) conoscenza dell’ambiente naturale

b) acquisizione del metodo scientifico

 

è necessario stabilire il modo con cui realizzarli programmandone i contenuti, il metodo di sviluppo e gli strumenti di verifica dell’apprendimento e del metodo stesso.

 

La scelta dei contenuti deve tener conto delle conoscenze e degli interessi dei ragazzi per organizzare e approfondire quanto è loro patrimonio originale e per stimolarli all’apprendimento.  Ad es.: utilizzando la tendenza naturale che essi hanno verso la raccolta e la catalogazione degli oggetti e la necessità di definire i rapporti fra oggetti e loro funzioni (es: leva e principio della leva) è possibile guidarli gradualmente alla conoscenza sistematica dell’ambiente.  L’apprendimento nella scuola dell’obbligo, deve seguire lo sviluppo psicologico del fanciullo, che solo verso la fine della scuola media raggiunge la piena capacità di astrazione.  Durante la scuola elementare il fanciullo deve imparare ad osservare: nel primo ciclo deve osservare l’oggetto per riconoscerlo e per definirne gli usi; nel ciclo successivo deve osservarlo in relazione agli altri oggetti e definire le proprietà più comuni.  Durante la scuola media deve giungere a quantificare le osservazioni e le proprietà degli oggetti (peso specifico, calore specifico, relazione fra volume e peso ecc.) con la costruzione di grafici e tabelle fino a comprendere le leggi e a progettare esperimenti di verifica.  Quindi insegnare al fanciullo a osservare significa insegnargli a far ricerca, perché l’osservazione porta alla conoscenza dei termini e alla comprensione dei fenomeni.

 

Fare una ricerca non significa, quindi, far fare ai ragazzi un riassunto più o meno breve delle nozioni trovate su un testo e su una enciclopedia, ma insegnare loro a elaborare e coordinare le notizie e i risultati degli esperimenti e guidarli nella loro sintesi.  Fare ricerca è quindi, un momento didattico organizzato, caratterizzato da obiettivi precisi e ben individuati dall’insegnante, che deve controllare continuamente la fase dell’apprendimento; con queste premesse la ricerca deve essere necessariamente condotta su un argomento ristretto che possa permettere il raggiungimento delle finalità sopra enunciate.  L’insegnante deve essere il coordinatore della ricerca, il propulsore e l’animatore delle discussioni e delle analisi; ma il lavoro deve essere svolto dai ragazzi stessi affinché serva loro per imparare a studiare con metodo scientifico (metodo comune a ogni disciplina).  Usare nell’insegnamento il metodo scientifico significa porre il problema in termini chiari, indicare o gestire coi ragazzi le fasi che devono essere seguite e la successione nella quale devono essere svolte, verificare se l’ipotesi è stata dimostrata e verificare l’apporto e l’apprendimento generale e individuale.  L’apprendimento deve essere individualizzato.

 

L’insegnante non può, perciò, lasciare troppo spazio all’improvvisazione e lasciarsi guidare da interessi estemporanei dei ragazzi, ma deve gestire lo svolgimento di ogni argomento e stabilire i tempi in cui esaurirlo.  Naturalmente deve prevedere un certo tempo per esaurire i contributi apportati da ogni ragazzo.  Uno degli obiettivi fondamentali dell’insegnamento nella scuola primaria è la conoscenza dell’ambiente nel quale il fanciullo vive; la conoscenza dell’ambiente può essere raggiunta sviluppando due aspetti, uno socio-economico, l’altro scientifico.  Mentre il primo aspetto si occupa della comunità sociale e della sua evoluzione storica che ha portato a conseguenti successive trasformazioni dell’ambiente, l’aspetto scientifico deve aiutare i ragazzi, attraverso l’osservazione dei fenomeni, a capire i principi generali che permettono di conoscere l’ambiente naturale.  Per portare il fanciullo a conoscere, gli si deve prima insegnare a osservare.  Già in età prescolare, il bambino osserva spontaneamente gli oggetti che in qualche modo sollecitano la sua curiosità e attirano il suo interesse, ma solo verso la fine di questo periodo (6-7 anni) coglie l’oggetto nella sua globalità e nel contesto in cui si trova senza, tuttavia, riuscire ancora a descriverlo.  È quindi, compito della scuola, allora, trasformare l’osservazione spontanea in osservazione guidata, fissando l’attenzione del fanciullo su quei particolari dello oggetto che gli permettono, stimolato da opportune domande, una descrizione corretta di quanto viene preso in esame.

 

Nel primo ciclo della scuola elementare si deve insegnare al fanciullo come osservare gli oggetti e come paragonarli fra loro, mentre la descrizione degli stessi, la loro raccolta e la raccolta di immagini la loro classificazione per proprietà dovrebbe essere oggetto delle osservazioni effettuate nel secondo ciclo.  Quindi alla fine del secondo ciclo il fanciullo dovrebbe sapere organizzare le osservazioni fatte e riportarle su schemi (cartelloni).  Questo risultato, a nostro avviso, si può ottenere facendo uso di schede di osservazione, traendo dalle risposte in esse contenute gli elementi comuni che permettono di definire insiemi e sottoinsiemi e di riportare i risultati in tabelle.  Va da sé, quindi che insegnare “Scienze”, nella scuola elementare significa aiutare l’alunno a rendersi conto del mondo naturale che lo circonda proprio nel momento in cui si stanno sviluppando in lui quelle strutture mentali che rendono possibile portare il ragazzo da una conoscenza episodica dell’ambiente a una conoscenza più specifica e organizzata dello stesso.  Uno studio dell’ambiente, così gestito, ha il pregio di interessare il ragazzo in prima persona in quanto lo coinvolge come protagonista sia durante il momento della osservazione che nella fase della organizzazione delle osservazioni stesse e di fare dello studio delle scienze un momento didattico integrato nello studio delle altre discipline.  È nostra convinzione che quando l’interesse suscitato nel ragazzo è motivato e finalizzato, le conoscenze da esso acquisite diventa no conoscenze permanenti.  Risulta, perciò evidente l’importanza di una impostazione metodologica dell’insegnamento e l’uso di un linguaggio semplice ma scientificamente corretto.

 

Terminologia

OSSERVARE significa rilevare le caratteristiche principali mediante le quali l’oggetto è definito.

DESCRIVERE un oggetto significa esporre con linguaggio appropriato e con ordine logico l’insieme delle caratteristiche osservate che permettono di riconoscerlo.

RACCOLTA indica l’atto della scelta motivata degli oggetti.

CLASSIFICAZIONE finalizzata alla motivazione dell’osservazione è l’ordinamento degli oggetti raccolti.

DISTINGUERE significa differenziare gli oggetti in base alle proprietà principali che caratterizzano le classi di appartenenza.

 

Guida all'osservazione: I° ciclo

Nel primo ciclo la guida dell’osservazione dovrebbe essere articolata secondo le seguenti tre fasi: a) fase dell’osservazione collettiva: l’osservazione dell’oggetto deve essere stimolata dall’insegnante con opportune domande.  In questo momento l’insegnante deve mostrare l’oggetto, suggerire le domande più opportune atte a caratterizzare e riconoscere l’oggetto e stimolare l’interesse del fanciullo.  Le domande devono essere formulate in modo chiaro e semplice e devono tendere a recuperare e a ordinare le conoscenze che il fanciullo già possiede.  In questa fase, che deve essere svolta solo oralmente, i fanciulli devono essere lasciati liberi di proporre e rispondere a domande anche se es. se non sembrano pertinenti.

b) Fase di organizzazione dell’apprendimento: l’insegnante deve preparare ed esporre una sintesi delle notizie necessarie e sufficienti per riconoscere e descrivere l’oggetto.  Da esse deve risultare la scheda d’osservazione costituita da domande che servono per definire il nome dell’oggetto, la sua forma, il suo colore, le sue funzioni, i suoi usi e se esso è un manufatto o un oggetto che si trova in natura così come si presenta,

c) Fase di riflessione e di apprendimento personale: essa consiste nella compilazione della scheda da parte dei ragazzi e nella verifica dell’apprendimento da parte dell’insegnante.  In questa fase l’insegnante deve riportare sulla lavagna le domande contenute nella scheda e farla copiare ai ragazzi.  Successivamente fa compilare ai ragazzi la scheda facendo osservare un oggetto o una sua immagine e controlla la veridicità delle risposte.

 

Naturalmente questo lavoro di guida all’osservazione può essere applicato a qualsiasi osservabile.  Alla fine del primo ciclo gli alunni dovrebbero saper distinguere lo oggetto inanimato dall’essere animato, le piante degli animali, gli oggetti che si trovano in natura dai manufatti ecc.  È necessario che ogni ragazzo conservi le schede di osservazione compilate e corrette perché esse possano costituì re la base del lavoro del secondo ciclo.

 

Guida all'osservazione: secondo ciclo

Nel secondo ciclo lo studio dell’ambiente, già iniziato nel ciclo precedente con la sola osservazione del singolo oggetto o con le più evidenti comparazioni tra gli oggetti di una stessa specie, deve essere condotto in modo tale da sviluppare nel ragazzo l’esigenza di organizzare le conoscenze in modo articolato e sistematico tanto da giungere alla classificazione e ad una prima comprensione dei fenomeni naturali.  Il primo passo consista nella raccolta degli oggetti significativi, nella loro divisione in insiemi in base alle proprietà, e, all’interno dell’insieme, nella comparazione dei singoli oggetti per formare sotto insiemi definiti da proprietà comuni.  La fase operativa consiste dunque nella preparazione di schede di osservazione più articolate rispetto alle schede preparate nel primo ciclo, nell’analisi dei risultati e nella loro sintesi definita con tabelle o con diagrammi di Venn.

 

1) PREPARAZIONE DELLE SCHEDE: la preparazione delle schede deve essere preceduta dalla organizzazione delle conoscenze già acquisite e/o dalla esecuzione di esperimenti molto semplici atti a fissare i concetti.  Fatto questo, si può preparare la scheda da presentare ai ragazzi per che sia compilata.  Le schede devono contenere le domande che permettono di fissare i concetti che si vogliono far apprendere.

 

2) ANALISI DEI RISULTATI: l’analisi delle schede permette di valutare i risultati ottenuti e di confrontare le caratteristiche comuni e quelle differenzianti i singoli oggetti.  L’insegnante prepara sulla lavagna una tabella con tenente le domande della scheda e le risposte corrette relative all’osservazione di più oggetti e spiega ai ragazzi come possono essere valutati i dati in base a significato delle domande.

 

3) SINTESI DEI RISULTATI: i risulta ti ottenuti vengono raccolti in cartelloni riassuntivi delle caratteristiche degli oggetti osservati o interpretati con diagrammi di Venn.

 

Le acquisizioni via via raggiunte devono costituire la base per sviluppare curiosità, e l’insegnamento e l’apprendimento devono essere articolati e concatenati in modo tale da poter, di volta in volta, portare i ragazzi a riscoprire i concetti, come si era previsto nella programmazione.  La compilazione della tabella e/o dei diagrammi di Venn, deve essere organizzata in modo tale da evidenziare questi concetti.  Il lavoro pratico di raccolta dei dati deve nascere per suggerimento dell’insegnante, ma deve essere fatto da tutti i ragazzi in modo da abituarli a una metodologia scientifica di trattazione dei dati.  Tabelle e diagrammi devono essere di lettura immediata.

 

 

Pubblicato originariamente su La Chimica nella Scuola, 1979, 1 (1), 60-65.  Riprodotto con l’autorizzazione del Prof. Pierluigi Riani, direttore di CnS.