INVECE DELLA SOLITA LEZIONE

 

Richard M. Felder

Department of Chemical Engineering, North Carolina State University, Raleigh, NC 27695-7905

rmfelder@mindspring.com

 

Tra tutti i metodi istruttivi, la lezione è il più comune, il più facile da utilizzare, ma forse non il più efficace. A meno che l'istruttore non sia un incantatore, dopo circa 10 minuti la maggior parte degli studenti incomincia a spostare la propria attenzione. McKeachie [1] riporta di uno studio dove risulta che immediatamente dopo una lezione gli studenti ricordano il 70% delle informazioni presentate nei primi dieci minuti e solo il 20% di quelle presentate negli ultimi dieci minuti.

 

Ci sono modi migliori per insegnare. Coinvolgendo attivamente gli studenti nell'apprendimento, invece della solita lezione, si ottengono diversi vantaggi: gli studenti frequentano più volentieri, ottengono voti più alti, partecipano maggiormente alle spiegazioni e quanto imparano resta per un tempo più lungo [1]. Un problema dei metodi attivi è che richiedono più tempo e molti insegnanti non li usano perché temono di non poter finire il programma. È possibile adottare questi metodi e svolgere il programma? Riporto due tecniche che permettono di fare queste cose.

 

Problem solving in gruppo nell'aula

Durante una lezione o nella risoluzione di un problema, invece di porre una questione a tutta la classe, e dover attendere per una risposta, tra perdite di tempo e silenzi imbarazzanti, di tanto in tanto assegnate un compito agli studenti, e uno o due minuti per lavorarci, in gruppi formati da due a quattro persone, restando ai loro posti. Per esempio:

 

   Impostate le soluzione di questo problema.

   Fate uno schizzo di un progetto di come la soluzione del problema dovrebbe essere.

   Date diverse ragioni perchè potreste avere bisogno o volete conoscere la soluzione.

   Qual è il prossimo passaggio per risolvere questo problema?

   Che cosa c'è di sbagliato in ciò che ho appena scritto?

   Come potete verificare questa soluzione?

   Quali questioni avete con quanto è stato appena fatto?

   Supponete che abbia eseguito alcune misure in laboratorio o nell'impianto e che i risultati non siano in accordo con la formula che abbiamo appena dedotto. Pensate a tutte le ragioni che potete per giustificare questa discrepanza.

   Quali variazioni a questo problema potrei mettere nella prossima prova scritta?

 

Non dovete spendere molto tempo su questi esercizi; uno o due che non richiedano più di cinque minuti in una lezione di 50 minuti, sono sufficienti a tenere viva l'attenzione dell'intera classe per l'intero periodo. E il programma è salvo!

 

Tuttavia, attenzione. Le prime volte che assegnate lavori in gruppo, gli introversi nella classe cercheranno di non partecipare. Non siate sorpresi e non scoraggiatevi: è una risposta naturale.

In letteratura è riportato come gestire la resistenza degli sudenti [2].

 

Riflessione in classe e generazione di domande

La composizione in un minuto è un compito fatto in classe nel quale gli studenti elencano i punti più importanti e/o quelli più confusi della lezione appena conclusa [3]. Due minuti prima della fine della lezione, chiedete agli studenti—lavorando indivualmente o in piccoli gruppi—di dare risposte anonime a una o due delle domande seguenti in forma scritta:

 

   Quali sono i due punti più importanti che emergono dalla lezione di oggi (di questa settimana, nel capitolo appena finito)? L'esame delle risposte vi farà conosce immediatamente se gli studenti hanno afferrato i punti essenziali.

Se gli studenti sanno in anticipo di dover rispondere a questa domanda, si impegneranno al massimo a seguire la lezione.

 

   Quali sono i due punti più oscuri che emergono dalla lezione di oggi (di questa settimana, di questa parte del corso)? Classificate le risposte in ordine della loro frequenza e nella prossima lezione chiarite i concetti che il maggior numero di studenti ha trovato confusi.

 

Talvolta, le risposte a questa domanda sorprendono. Concetti che si pensa siano semplici e assodati, e magari vengono trattati di sfuggita a lezione, risultano quelli poco familiari e confusi per gli studenti.

 

   Cosa le renderebbe più chiaro questo argomento? È difficile prevedere ciò che si otterrà in risposta a questa domanda—forse richieste di svolgimento di problemi come esempi o esempi di applicazioni concrete del materiale astratto presentato, o richieste affinché scriviate più chiaramente sulla lavagna, o di parlare più lentamente. Le risposte a questa domanda possono fornire suggerimenti importanti sulla maniera per rendere il proprio insegnamento più efficace.

 

   Formate una domanda su un fenomeno quotidiano alla quale può essere risposto usando il materiale presentato in classe oggi (questa settimana). (Facoltativo:) Una o due delle vostre domande faranno parte della prossima prova scritta.

 

Ci sono altri brevi, facili, e soprattutto efficaci metodi istruttivi, ma questi presentati dovrebbero servire per iniziare.

 

 

1. W. J. McKeachie, Teaching Tips: Strategies, Research, and Theory for College and University Teachers, 10th ed., Houghton Mifflin: Boston, MA, 1998.

 

2. L. Cardellini, R. M. Felder, L'apprendimento cooperativo: un metodo per migliorare la preparazione e l'acquisizione di abilità cognitive negli studenti, La Chimica nella Scuola, 1999, XXI, 18-25. Disponibile all’indirizzo:

http://www2.ncsu.edu/unity/lockers/users/f/felder/public/Papers/Liberato.PDF

3. K. P. Cross, T. A. Angelo, Classroom Assessment Techniques: A Handbook for Faculty, National Center for Research to Improve Postsecondary Teaching and Learning: Ann Arbor, 1988.

 

Tradotto e adattato da: R. Felder, How About a Quick One?, Chem. Engr. Education, 1992, 26, 18-19. Disponibile all’indirizzo:

http://www2.ncsu.edu/unity/lockers/users/f/felder/public/Columns/Quickone.html

Quanto qui riportato è stato rivisto dall’autore.