La pietra che venne dal freddo

 

Dan Rabinovich

drabinov@uncc.edu

 

 

Il primo francobollo a rappresentare la criolite, un minerale raro il cui nome deriva dai termini greci che stanno per "freddo" e "pietra" e consta principalmente di un sodio esafluoroalluminato (Na3AlF6), fu emesso in Groenlandia il 19 ottobre del 2009.  È un tardivo ma appropriato tributo ad un minerale che ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo della moderna industria mondiale dell’alluminio.  L’estrazione commerciale della criolite da un enorme giacimento scoperto nella città di Ivittuut vicino all’estremità sud occidentale della Groenlandia ebbe inizio verso la fine degli anni 1850 e continuò per più di un secolo anche dopo che le quantità massicce di criolite necessarie all’industria dell’alluminio portarono nel tempo all’invenzione di diversi processi per ottenere criolite sintetica.  Un immane 3,7 milioni di tonnellate del minerale bianco-neve sono stati estratti dalla miniera di Ivittuut prima che venisse chiusa nel 1987!

 

In ogni caso, la pretesa di fama della criolite fu conseguita nel 1886, quando Charles Martin Hall negli Stati Uniti e Paul Héroult in Francia ciascuno per conto suo (e quasi simultaneamente) scoprirono che poteva essere utilizzato come un flusso nella produzione industriale di alluminio.  L’elettrolisi su larga scala dell’alluminio purificato (Al2O3), che ha un punto di fusione di circa 2000°C, fino a quel momento comportava un costo proibitivo, ma l’utilizzo della criolite abbassò il punto di fusione della miscela a circa 900°C e rese il cosiddetto processo Hall-Héroult economicamente praticabile.  L’alluminio era sulla strada per divenire rapidamente il metallo non ferroso più largamente usato nel mondo, con applicazioni che vanno dalle costruzioni e l’industria aerospaziale alla manifattura di utensili da cucina e materiali d’imballaggio.

 

 

This article was first published in 'Chemistry International', Vol. 32 No. 5 September-October 2010.  (http://www.iupac.org/publications/ci/2010/3205/si.html)