Cosa c'è in un nome chimico?

 

Dan Rabinovich

drabinov@uncc.edu

 

La Conferenza di Ginevra del 1892, alla quale parteciparono 34 importanti chimici da nove Paesi europei, segnò il primo sforzo internazionale in risposta al disperato bisogno di un procedimento sistematico nella denominazione dei composti organici, il numero e la complessità dei quali stava rapidamente aumentando a quel tempo.  Fu sviluppato un insieme di principi al fine di rendere la denominazione di tali composti meno casuale, tra cui l’utilizzo dei prefissi derivati dalla numerazione greca a indicare la lunghezza delle catene di carbonio e l’applicazione di suffissi univoci a sottolineare la presenza di specifici gruppi funzionali.  Lo sforzo per standardizzare la nomenclatura organica, inorganica, e biochimica continuò negli anni successivi e, sebbene si arrivò quasi ad un arresto con la Prima Guerra Mondiale, alla fine ciò contribuì alla costituzione dell’Unione Internazionale della Chimica Pura e Applicata (IUPAC) nel 1919.

 

 

Il francobollo Svizzero qui riportato è stato emesso il 24 Marzo 1992 a commemorare il 100° anniversario della Conferenza di Ginevra.  Rappresenta un diagramma strutturale di 2,2-bifluorobutano e un modello colorato a riempire della stessa molecola.

Anche se alcuni idrofluorocarburi (HFC) sono stati studiati negli anni recenti come surrogati più sicuri dei clorofluorocarburi (CFC) che riducono l’ozono e hanno trovato applicazioni nei congelatori, agenti schiumanti, e propellenti, questo particolare idrocarburo fluorurato non è tra loro.  Per cui, la scelta del disegnatore del francobollo, basata su un composto che certamente non era conosciuto allora nel 1892, è un mistero che forse solo le menti dietro alle Poste Svizzere potrebbero un giorno svelare.

 

 

This article was first published in 'Chemistry International', Vol. 31 No. 2 March-April 2009.  (http://www.iupac.org/publications/ci/2009/3102/si.html)