Il capolavoro di Wöhler

 

Dan Rabinovich

drabinov@uncc.edu

 

Friedrich Wöhler (1800–1882), uno dei più importanti chimici Tedeschi del 19° secolo, è molto conosciuto per la sua fortunatissima preparazione dell’urea dal cianato d’ammonio nel 1828.  Questa importantissima scoperta è avvenuta in un tempo in cui la maggior parte degli scienziati credeva che i composti organici che si trovano in natura come l’urea, che era stata isolata la prima volta nell’urina dal chimico Francese Hilaire Marin Rouelle nel 1773, potessero venire prodotti soltanto da organismi viventi.  Perciò la sintesi di Wöhler dell’urea non solo è stata utile per colmare il divario tra chimica organica e inorganica, ma ha anche giocato un ruolo chiave nella fine della teoria vitalistica.  Vale anche la pena di notare che Wöhler è stato un uomo dai molti talenti.  Col suo collaboratore e di tutta la vita amico Justus von Liebig ha scoperto radicali organici; ha lavorato con Berzelius all’isolamento del berillio e del silicio; ha preparato il primo campione (impuro) di alluminio metallico; è stato un prolifico scrittore e un impegnato insegnante all’Università di Göttingen per più di 45 anni.

 

 

Il centenario della morte di Wöhler è stato commemorato con il francobollo qui riportato, emesso in Germania il 12 agosto 1982.  Esibisce una bella struttura a sfere e bastoncini dell’urea, mettendo in mostra il doppio legame del gruppo carbonilico, e un’equazione chimica bilanciata per la sua sintesi dal cianato d’ammonio.  Va notato che quest’ultimo è una specie relativamente instabile che può essere generato dalla reazione del cianato d’argento con cloruro d’ammonio o per trattamento di cianato di piombo con ammoniaca acquosa, due metodi originariamente riportati da Wöhler.  Tuttavia al giorno d’oggi l’urea è ottenuta industrialmente in scala imponente da ammoniaca e diossido di carbonio (cioè il processo Bosch–Meiser), e all’incirca il 90 percento della produzione mondiale (oltre 100.000 tonnellate all’anno!) viene utilizzata come fertilizzante.

 

 

This article was first published in 'Chemistry International', Vol. 29 No. 5 September-October 2007.  (http://www.iupac.org/publications/ci/2007/2905/si.html)