Un francobollo che il cristallografo amerebbe

 

Dan Rabinovich

drabinov@uncc.edu

 

Per la loro innata bellezza, la loro abbondanza naturale, o il loro valore commerciale, minerali e gemme sono riportati in un numero relativamente grande di francobolli.  Ci sono almeno una dozzina di differenti francobolli che riportano attraenti esempi di pirite, quarzo, o malachite; molti di più che illustrano diamanti o oro.  Tuttavia, trovo particolarmente attraenti quei francobolli che riportano elementi o minerali meno vistosi, particolarmente quando vengono indicate anche informazioni pertinenti quali il nome corrispondente o la formula chimica.  Un magnifico esempio può essere visto nel francobollo che accompagna questa nota e riproduce un campione di scheelite, uno dei minerali comuni del tungsteno.

 

 

Identificata la prima volta nel 1821, la scheelite è un tungstato di calcio (CaWO4) e spesso viene trovata in cristalli giallo oro o arancio, abbastanza grandi.  Fonti ragguardevoli di questo minerale si trovano in Australia, Austria, Bolivia, Brasile, nella provincia di Sichuan in Cina, Inghilterra, Finlandia, Francia, Italia, Giappone, nella miniera di Tong Wha nella Corea del Sud, Myanmar, Sri Lanka, Svezia, Svizzera, e negli Stati Uniti.  Ha preso il nome dal famoso chimico svedese Carl Wilhelm Scheele (1742–1786), che tra molti altri risultati ha scoperto il tungsteno indipendentemente dai fratelli D’Elhuyar in Spagna.  Per esempio, a Scheele viene parzialmente attribuita la scoperta dell’ossigeno e del cloro, che ha effettivamente portato a termine prima, ma sfortunatamente pubblicato dopo: l’isolamento di questi gas elementari è stata comunicata rispettivamente da Joseph Priestley e Humphry Davy.

 

Va sottolineato il fatto che il francobollo peruviano qui riportato non solo riporta il nome e la formula del minerale, ma in modo preciso mostra che esso cristallizza nel sistema esagonale, che può essere considerato come un cubo allungato (ovvero, un prisma rettangolare a base quadrata [così, a = b ≠ c] e angoli retti tra i tre assi cristallografici [α = β = γ = 90°])!

 

 

This article was first published in 'Chemistry International', Vol. 29 No. 3 May-June 2007.  (http://www.iupac.org/publications/ci/2007/2903/si.html)